Le nostre Chiese e in tante nostre case il presepio ci ricorda che è Natale e ci indica la ragione di questa nostra festa così cara a tutti noi: è nato Gesù, Gesù Bambino è in mezzo a noi, è l’Emmanuele, il Dio con noi, il Salvatore. E il centro di attrazione del presepio, che quest’anno festeggia l’anniversario degli Ottocento anni, dal giorno in cui San Francesco, a Greccio, chiese per la prima volta di realizzare la rappresentazione che divenne poi il presepio, è il bambinello Gesù. Noi guardiamo con tenerezza nel presepio e sul Bambino erano fissati gli sguardi di tutti i personaggi della scena della natività, che il presepio rappresenta: Maria e Giuseppe, i pastori, gli angeli e arriveranno anche i Magi da lontano.
Lo racconta la pagina evangelica dove risuona l’invito dell’angelo: “Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia” (Lc 2,1-14) E per loro vedere quel bambino sarà motivo di grande gioia.
Se tutti guardano il bambinello Gesù, immagino anche gli occhi di Gesù Bambino, il suo sguardo. E provo a immaginare cosa avranno visto gli occhi del Bambinello di Betlemme.
Gli occhi di Gesù avranno visto per prima cosa il volto di mamma e babbo, Maria e Giuseppe, forse rapiti da profonda meraviglia, stupore e tantissima tenerezza e gli occhi di Gesù hanno visto così il segreto della vita più bella che è l’amore e la tenerezza e il fidarsi di Dio di quella gente. Occhi vispi di bambino felice, immagino, e nella meraviglia del venire al mondo, avranno visto misteriosi personaggi portargli semplici doni, quelli che sono frutto della terra e del lavoro, scorgendo nei volti dei pastori la semplicità del vivere nella armonia della creazione, a contatto con la natura, sapendo scoprire la gratuità della vita. Ma il nostro Natale? Quest’anno? Noi? Cosa vedono gli occhietti di Gesù Bambino? Regalano lo sguardo di chi sa vedere e cogliere ogni piccolo gesto di amore che sappiamo vivere: un sorriso, una mano tesa, una piccola carità, l’emozione di rialzare chi era caduto nella vita. E ogni piccolo gesto di amore diventa prezioso agli occhi del Bambino di Betlemme. Sono occhi che sanno scrutare nel cuore, nei nostri cuori e leggono tanti sentimenti che ci abitano:
speranze da coltivare insieme a incertezza e preoccupazioni. Sono le ombre che vengono dai timori sul futuro del nostro lavoro, oppure legate a momenti di fallimento o di delusione, sono le tracce delle incertezze della vita e anche dei nostri errori, del nostro peccato e rappresentano anche le fatiche della malattia. E lo sguardo di Gesù Bambino regala già conforto e misericordia, perdono e incoraggiamento.
Sono occhi, quelli del Bambinello Gesù, che non possono togliersi dalle belle pupille le violenze legate alla guerra, soprattutto in casa sua, in Palestina e anche ogni gesto di violenza contro chi è più debole. E con il suo sguardo Gesù vorrebbe portarci la pace e la serenità e ci chiede di diventare ciascuno di noi costruttore di pace e di fraternità. Ma poi con i suoi occhietti Gesù guarda ovunque, anche in questa Cattedrale e scorge tutti voi, i vostri volti, anche quelli di chi è nel fondo del Duomo o dietro una qualche colonna e sa vedere anche chi viene qui magari solo in questa Notte, per cercare risposte o speranza e a tutti, a tutti voi dice: “Amici, siete di casa, siete di famiglia, siete cercati ed amati”. È davvero Natale anche per tutti voi. Vorremmo rapire lo sguardo di Gesù Bambino e portarlo a casa nostra, nelle nostre famiglie… e vorremmo mostrargli tutto, la nostra vita, chi di noi ha bisogno, chi cerca pace e serenità. Lo sguardo del Bambinello, con noi, a casa nostra.
Ma ancora una cosa mi sembra di cogliere: c’è una domanda negli occhietti di Gesù Bambino, che sembra essere rivolta a tutti noi. Sono occhi che cercano amore e a noi, a me, a te chiedono questa notte: prova a volermi bene, accoglimi con te nella tua vita, fidati della mia presenza, regalami il tuo amore. È il momento in cui il nostro sguardo si può incrociare con gli occhi di Gesù Bambino e sarà il miracolo di nuove storie di amore nella nostra vita, nella storia del mondo.
Buon Natale!