Venerdì della Seconda Settimana di Quaresima

Dal vangelo secondo Matteo (Mt 21, 33-43. 45)

In quel tempo, Gesù disse ai principi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Ascoltate un’altra parabola: C’era un padrone che piantò una vigna e la circondò con una siepe, vi scavò un frantoio, vi costruì una torre, poi l’affidò a dei vignaioli e se ne andò. Quando fu il tempo dei frutti, mandò i suoi servi da quei vignaioli a ritirare il raccolto. Ma quei vignaioli presero i servi e uno lo bastonarono, l’altro lo uccisero, l’altro lo lapidarono.

Di nuovo mandò altri servi più numerosi dei primi, ma quelli si comportarono nello stesso modo.

Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: Avranno rispetto di mio figlio! Ma quei vignaioli, visto il figlio, dissero tra sé: Costui è l’erede; venite, uccidiamolo, e avremo noi l’eredità. E, presolo, lo cacciarono fuori della vigna e l’uccisero.

Quando dunque verrà il padrone della vigna che farà a quei vignaioli?». Gli rispondono: «Farà morire miseramente quei malvagi e darà la vigna ad altri vignaioli che gli consegneranno i frutti a suo tempo».

E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: “La pietra che i costruttori hanno scartata è diventata testata d’angolo; dal Signore è stato fatto questo ed è mirabile agli occhi nostri”? Perciò io vi dico: vi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo farà fruttificare».

Udite queste parabole, i sommi sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro e cercavano di catturarlo; ma avevano paura della folla che lo considerava un profeta.

DAVANTI A LORO MANDÒ UN UOMO

Commento di D. Matteo Ferrari, monaco di Camaldoli

Come sintesi delle letture che ci propone la liturgia di oggi potremmo prendere una espressione del Salmo responsoriale, il Salmo 104, nel quale si afferma: «Davanti a loro mandò un uomo» (Sal 104, 17). Si tratta di una «salmo storico» che ripercorre l’intera storia del popolo di Israele, mettendo in evidenza la bontà di Dio nel suo agire e l’esigenza di essere fedeli alla sua alleanza.

In quest’uomo “mandato avanti” da Dio, di cui ci parla il Salmo, possiamo vedere, certo, Giuseppe – a lui precisamente si riferisce il Salmo – ma anche il figlio del brano evangelico inviato dal padrone ai vignaioli ai quali egli aveva affidato la sua vigna e anche tutti gli altri servi ripetutamente e incessantemente mandati prima del figlio.

Giuseppe il sognatore, un ragazzo che certo non faceva molto per farsi benvolere, diviene “precursore” dei suoi fratelli in Egitto. Un episodio della vita, anzi una circostanza molto negativa nella quale dei fratelli tramano contro la vita di un loro fratello, diviene “occasione” per la salvezza della vita di tutti: «Dio mi ha mandato qui prima di voi per conservarvi in vita» (Gn 45,5).

Così i servi e il figlio inviati sono i «precursori» del padrone, amante della vigna, che attende frutti nel tempo opportuno: persone «mandate avanti» per richiamare alla fedeltà nei confronti di colui che ha piantato la vigna, l’ha circondata con una siepe, vi ha scavato un frantoio, vi ha costruito una torre e l’ha affidata a noi perché la curiamo e la facciamo fruttificare.

In entrambi i testi di oggi – la prima lettura e il brano evangelico – qualcuno è inviato avanti, con intenti di bene, ma egli viene accolto con violenza e rifiuto. Giuseppe va in cerca di fratelli (v. 17), ma trova dei nemici. Quando egli arriva dai suoi fratelli e sembra essere giunto al termine del suo cammino, essi invece sono ancora lontani da lui nel loro cuore e attentano alla sua vita. Così anche i servi e il figlio unico inviati vanno per trovare il frutto da coloro a cui era stata affidata la vigna che non era di loro proprietà, ma del padrone. Tuttavia, essi trovano non dei servi, custodi di un bene non loro, ma dei padroni che si sono impossessati di ciò che era stato loro affidato.

Queste due pagine bibliche nel nostro cammino quaresimale possono essere invito a saper riconoscere e accogliere coloro o Colui che Dio manda davanti a noi per custodire la nostra vita. La sua Parola ci attesta una visita di Dio premurosa e costante per richiamarci alla fedeltà e per mantenerci in vita.

I sogni di Giuseppe – «il signore dei sogni» viene chiamato nel testo della Genesi – sono ciò che lo separano dai suoi fratelli; «i sogni» del padrone della vigna sono ciò che separano il figlio unico dai vignaioli omicidi. L’ascolto della Parola nel cammino quaresimale ci metta sempre più in sintonia con «i sogni di Dio», perché essi non ci separino da lui, ma ci preparino ad accogliere la visita del Figlio amato, che nella sua Pasqua è mandato avanti per mantenerci in vita, per donarci la sua stessa vita.

Dal Salmo 104

Il Signore chiamò la carestia su quella terra,
togliendo il sostegno del pane.
Davanti a loro mandò un uomo,
Giuseppe, venduto come schiavo.

Gli strinsero i piedi con ceppi,
il ferro gli serrò la gola,
finché non si avverò la sua parola
e l’oracolo del Signore ne provò l’innocenza.

Il re mandò a scioglierlo,
il capo dei popoli lo fece liberare;
lo costituì signore del suo palazzo,
capo di tutti i suoi averi.

Preghiera

O Dio nostro Padre,

tu incessantemente e premurosamente

hai mandato davanti a noi i tuoi servi, i profeti,

per invitarci alla conversione e alla comunione con te.

Nella pienezza dei tempi hai inviato a noi

il tuo Figlio amato per rivelarci la grandezza del tuo amore

e per farci conoscere il tuo Volto.

Ti preghiamo di aprire i nostri occhi,

perché anche nel tempo che stiamo vivendo,

sappiamo riconoscere coloro che tu ci invii

e i segni della tua misericordia che mai ci abbandona.

Per Cristo nostro Signore.