Nel calendario proprio della nostra Diocesi è iscritta al 16 marzo la memoria liturgica del beato Torello da Poppi, eremita. In questo Anno della Vita consacrata è opportuno che la memoria liturgica del beato Torello sia celebrata non solo nel territorio di Poppi, ma anche in tutte le Parrocchie e le Comunità religiose della Diocesi. Per aiutarci, in questo Anno dedicato alla Vita consacrata, l’Ufficio liturgico diocesano sta elaborando per il giorno della memoria liturgica di ognuno dei santi e beati della nostra diocesi dei sussidi per la celebrazione liturgica comunitaria e personale. A questo link è possibile scaricare un libretto con i testi liturgici e maggiori notizie agiografiche e storiche sul beato Torello da Poppi. L’intento è quello di favorirne per tutti la conoscenza, il culto, l’imitazione delle virtù e l’invocazione del patrocinio presso Dio. In particolare, per i religiosi la conoscenza del beato Torello sarà occasione di meditazione comunitaria e personale e potrà invogliarli a recarsi a pregare presso le sue reliquie nella Badia di San Fedele a Poppi e nella vicina località di Avellaneto, ove sorge ancora il suo eremo.
La memoria liturgica del beato Torello da Poppi cade quasi sempre in Quaresima; la venerazione di un Santo che per ben 6 decenni si distinse per tutta la vita nella pratica ascetica delle virtù cristiane è di sprone a tutti noi nel combattimento spirituale affrontato con le armi della preghiera, del digiuno e dell’elemosina, per giungere rinnovati nello Spirito a celebrare nel tempo la prossima santa Pasqua, in attesa di viverla eternamente anche assieme al beato Torello.
Fare memoria dei nostri Santi religiosi significa valorizzare la nostra tradizione per imparare ad evangelizzare l’oggi, resistendo alle “tentazioni del nostro presente”, che ci portano invece alla diffidenza verso il rinnovamento dell’azione pastorale, al pericolo della religione privata, ad accontentarci del minimo (cf RICCARDO FONTANA, lettera pastorale 2014 – 2015 Amici di Dio e del suo popolo, 3. 3). I nostri Santi religiosi sono un dono e un esempio che offriamo con gioia anche a tutti i consacrati che provengono da altri Paesi e culture.
La storia
Il beato Torello nacque a Poppi nel 1202 e rimase presto orfano del padre e, nonostante la buona educazione ricevuta, trascorse la giovinezza nell’ozio e nel vizio fino all’età di venti anni. Un giorno, un gallo si posò improvvisamente sulla sua spalla, cantando per tre volte e poi volando via; come san Pietro la notte dalla Passione, Torello rientrò in se stesso e si svegliò dal sonno dell’anima nel quale era giaciuto sino ad allora. Recatosi subito al monastero vallombrosano di San Fedele in Poppi confessò le sue dissolutezze all’abate e decise di farsi eremita nei boschi vicini. Dopo avere distribuito ai poveri i suoi beni, in località Avellaneto si costruì attorno ad un masso una povera e angusta cella con oratorio e vi trascorse sessanta anni in austera penitenza e contemplazione, tra la venerazione delle popolazioni circostanti, protette dai lupi per sua intercessione. Sentendo prossima la morte, ritornò al monastero benedettino per ricevere gli ultimi sacramenti e poi in solitudine migrò al Signore il 16 marzo 1282. Il suo culto “ab immemorabili” fu confermato da Benedetto XIV.