
“Inizia con questa Eucaristia una grande celebrazione che non si concluderà oggi, ma ci porterà alla grande Veglia pasquale, sabato notte, per vivere l’itinerario di Gesù verso il Calvario, verso il dono della vita sulla croce per diventare poi testimoni della sua resurrezione, del sepolcro vuoto.
In questa sera viviamo la memoria eucaristica dell’ultima cena del Signore.
Ce ne ha parlato San Paolo nella lettera ai Corinzi, richiamando che in quella ultima cena Gesù ha donato per noi il suo corpo nel pane e il suo sangue nel vino, preludio e immagine del dono di amore della croce.
E l’evangelista Giovanni ce ne parla raccontando che in quell’ultima cena il Signore Gesù ci ha lasciato un esempio, chiedendo di fare come ha fatto lui. Si tratta del gesto del suo lavare i piedi agli apostoli, il gesto del servo, del dono, di chi ama. E la croce sarà il compiersi di questo dono perfetto e totale di amore.
Queste realtà così decisive e vitali avvengono in una stanza, una sala al piano superiore, ci dice qualche evangelista, il cenacolo.
Questa stanza è l’ambiente in cui viene celebrato l’evento più importante della storia. E da qui, dal cenacolo, parte un cammino nuovo, inizia già l’avvento della luce di Pasqua, del trionfo della vita.
Dal cenacolo si riparte, dal cenacolo dobbiamo ripartire e lasciare che il cammino che faremo sia illuminato e abitato dal dono di quell’ultima cena, nel cenacolo. Ecco: ripartire dal cenacolo. E’ questo il messaggio e l’invito, il dono e l’avventura.”
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LITURGIA DEL GIORNO