
Le parole del Vescovo Andrea nella Messa Crismale di questa mattina in Cattedrale Arezzo:
“E’ celebrazione di Chiesa oggi nella quale la Grazia di Dio ci chiama, ci rinnova, ci invia, e diventa preghiera perché il Signore non faccia mancare i doni e i ministeri di cui abbiamo bisogno.
Il tempo che viviamo è drammatico. La violenza e l’ingiustizia della guerra che sembra lontana, che miete vittime innocenti in terre più lontane, ma che coinvolge tutti noi e le nostre coscienze e insieme germi velenosi nelle nostre comunità che spingono ad atteggiamenti e parole di difesa piuttosto che di accoglienza ci chiedono di essere Chiesa capace di annuncio, di testimonianza e di impegno nel costruire una società disarmata, disarmante e accogliente.
Anche tra di noi inoltre vi sono segni preoccupanti in riferimento a tensioni sociali, difficoltà nel mondo del lavoro e timori per il futuro, povertà sempre più emergente, fatiche quotidiane delle famiglie sia nell’educare sia nel gestire il proprio futuro. E anche tutto questo ci impegna a portare parole di speranza e di riconciliazione, di condivisione e di aiuto, come il Giubileo che abbiamo concluso ci invitava a riscoprire. La speranza appunto.
Viviamo questo anno francescano, ottocento anni dalla morte di San Francesco e vogliamo cogliere il richiamo di come segni poveri, la via di madonna povertà deve sempre più essere la via della Chiesa e dei suoi ministri. Lo abbiamo visto: le stimmate di cui il Santuario della Verna è custode nella memoria e le ossa del Santo di Assisi che tanti di noi siamo andati a venerare sanno attrarre ancora tante persone che in questi segni apparentemente fragili e poveri hanno ritrovato la forza del vangelo vissuto, della attualità del vangelo. Una attualità a cui noi per primi, vescovo e presbiteri, possiamo chiederci se ci crediamo davvero e se su di essi sappiamo veramente contare.
Non voglio dimenticare la sfida che a tutta la Chiesa lanciano i giovani, vivo richiamo alla autenticità e alla necessità di ricercare e promuovere valori veri della umanità, segnati dal rispetto, dalla amicizia, dalla capacità di incontrare e andare oltre i propri confini personali. I giovani sono sempre capaci di insegnarci qualcosa.”
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LITURGIA DEL GIORNO