Omelia nella Notte di Natale

“…per loro non c’era posto nell’alloggio.

Questa annotazione del Vangelo può significare un atteggiamento di fatica ad accogliere, di rifiuto, di chiusura e quindi di rifiuto a lasciar entrare il bimbo Gesù, il Salvatore nella nostra vita e nel mondo. E questo richiamo diventa per noi oggi un nuovo invito, pressante, definitivo, ultimativo ad accogliere questo Dio perché sia davvero il Dio con noi e il Salvatore, l’unico e vero Salvatore. Certo… ci è consegnato un appello ad accogliere, a lasciar entrare Lui nella vita personale e nel mondo.

Come può accogliere il Dio con noi l’alloggio che è la vita quando è segnata da egoismo, incapacità di perdonare, scelte talvolta disoneste e poco rispettose degli altri, quando il peccato in noi è più forte della gioia. In sintesi, come può un alloggio dove il cuore è chiuso, accoglierlo?

Ma il Signore nasce ugualmente… ed è in una mangiatoia”

Omelia del Vescovo nella notte di Natale.

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