
Il 22 giugno ricorre la memoria del beato Innocenzo V, papa, proveniente dalle fila dell’Ordine dei Predicatori. La memoria del beato Innocenzo V non è iscritta attualmente nel Calendario proprio della nostra Chiesa locale, ma lo è stata fino ad un recente passato in quello di Arezzo. Trattandosi di un beato illustre per la sua vita, in questo Anno della Vita consacrata riteniamo opportuno agevolarne di nuovo la celebrazione nella Diocesi nella quale avvenne la sua elezione a Sommo Pontefice e nella Città episcopale che vide gli esordi del suo breve ministero petrino.
Per aiutarci, in questo Anno dedicato alla Vita consacrata, l’Ufficio liturgico diocesano sta elaborando per il giorno della memoria liturgica di ognuno dei santi e beati della nostra diocesi dei sussidi per la celebrazione liturgica comunitaria e personale. A questo link è possibile scaricare un libretto con i testi liturgici e le notizie storiche riguardanti il Beato, il quale assieme al francescano san Bonaventura da Bagnoregio fu tra i principali collaboratori del nostro beato Gregorio X, del quale fu anche immediato successore. L’intento è quello di favorirne per tutti la conoscenza, il culto, l’imitazione delle virtù e l’invocazione del patrocinio presso Dio per questo beato che visse in un’epoca complessa e di transizione.
La storia
Pietro di Tarantasia nacque nel 1274 e divenne Domenicano a Lione nel 1240. Docente di teologia a Parigi e due volte provinciale di Francia, fu uno dei quattro redattori della prima “ratio studiorum” dell’Ordine domenicano e autore di opere teologiche. Per volere del beato Gregorio X, nel 1272 dovette accettare suo malgrado l’arcivescovado di Lione e un anno dopo fu creato cardinale vescovo di Ostia. Con san Bonaventura da Bagnoregio fu uno dei principali artefici del Concilio di Lione II (1274) che tentò di mettere fine allo scisma d’Oriente e promuovere la Crociata. Alla morte di Gregorio X, nel gennaio 1276 fu eletto papa in Arezzo e assunse il nome di Innocenzo V. Morì a Roma il 22 giugno del medesimo anno e fu sepolto in Laterano, ma la tomba andò dispersa nel secolo XVIII. Per la somma pietà che lo distinse in vita, Innocenzo V cominciò ben presto ad essere oggetto di culto pubblico, che fu confermato ab immemorabili da Leone XIII il 14 marzo 1898, fissandone la memoria nel dies natalis. Il Martirologio romano così lo elogia: “Si affaticò con soave prudenza nella difesa della libertà della Chiesa e per la concordia fra i cristiani”.

LITURGIA DEL GIORNO