
Nel calendario proprio della nostra Diocesi è iscritta al 17 giugno la memoria liturgica del beato Paolo Burali d’Arezzo, vescovo, esponente illustre della santità e della Riforma cattolica del XVI secolo. In questo Anno della Vita consacrata è opportuno che la memoria liturgica di san Romualdo sia celebrata in tutte le parrocchie e le comunità religiose della Diocesi. Per aiutarci, in questo Anno dedicato alla Vita consacrata, l’Ufficio liturgico diocesano sta elaborando per il giorno della memoria liturgica di ognuno dei santi e beati della nostra diocesi dei sussidi per la celebrazione liturgica comunitaria e personale. A questo link è possibile scaricare un libretto con i testi liturgici e maggiori notizie agiografiche e storiche su san Romualdo. L’intento è quello di favorirne per tutti la conoscenza, il culto, l’imitazione delle virtù e l’invocazione del patrocinio presso Dio.
La memoria liturgica del beato Paolo è attualmente stabilita per la sola Chiesa cattedrale, ma in questo Anno della Vita consacrata è opportuno estenderla a quanti vorranno in tutta la Diocesi.
Il nostro intento è dunque quello di favorire la conoscenza, il culto, l’imitazione delle virtù e l’invocazione del patrocinio presso Dio.
Per ben 46 anni il Beato visse santamente nello stato laicale, fu poi religioso, sacerdote, vescovo e cardinale. Ogni cristiano, qualunque sia il proprio stato di vita, può trovare in lui ispirazione di propositi e di opere.
Il secolo XVI in cui visse il beato Paolo fu caratterizzato da grandi crisi spirituali, morali e culturali; come gli altri Santi suoi contemporanei, migliorò la sua epoca innanzitutto con la riforma di se stesso e l’incessante progresso nella vita spirituale e poi spendendosi per il bene delle anime, sempre in perfetta aderenza alla volontà della Chiesa.
La storia
Scipione Burali nacque nel 1511 ad Itri (Gaeta), da famiglia nobile originaria di Arezzo. Per dedicarsi totalmente alla vita spirituale, abbandonò prima la carriera forense condotta con integrità e rettitudine e poi le mansioni di magistrato reale. Sotto la direzione spirituale del beato Giovanni Marinonio, il 25 gennaio 1577 entrò fra i Chierici regolari (detti Teatini), assumendo il nome religioso di Paolo; fu compagno di noviziato di sant’Andrea Avellino; nel 1558 divenne sacerdote e in seguito fu superiore a Napoli e a Roma. Per incarico della Città di Napoli e della Santa Sede, assolse una delicata missione diplomatica presso Filippo II di Spagna. Il 23 luglio 1568 san Pio V lo costrinse ad accettare l’episcopato di Piacenza, ove in ogni aspetto della vita religiosa e sociale promosse indefessamente le riforme del Concilio di Trento e favorì la vita religiosa; san Pio V lo creò cardinale il 1 maggio 1570. Godette della stima e amicizia di san Carlo Borromeo e nel conclave del 1572 fu uno dei papabili, ma non risultò eletto a causa della sua condotta estremamente austera. Gregorio XIII nel 1576 lo promosse arcivescovo di Napoli, ove poverissimamente morì presso Torre del Greco il 17 giugno 1578, consumato dalle fatiche apostoliche. San Filippo Neri ne deplorò la perdita come un lutto di tutta la cristianità. Fu beatificato da Clemente XIV nel 1772; il suo corpo è venerato nella chiesa di san Paolo Maggiore a Napoli e la memoria è celebrata nel dies natalis.

LITURGIA DEL GIORNO