La Diocesi celebra la memoria liturgica del beato Guido da Cortona, sacerdote

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Nel calendario proprio della nostra Diocesi è iscritta al 12 giugno la memoria liturgica del beato Guido da Cortona, sacerdote seguace di san Francesco d’Assisi. In questo Anno della Vita consacrata è opportuno che la memoria liturgica del beato Guido sia celebrata non solo nel territorio di Cortona, ma anche in tutte le parrocchie e le comunità religiose della Diocesi. Per aiutarci, in questo Anno dedicato alla Vita consacrata, l’Ufficio liturgico diocesano sta elaborando per il giorno della memoria liturgica di ognuno dei santi e beati della nostra diocesi dei sussidi per la celebrazione liturgica comunitaria e personale. A questo link è possibile scaricare un libretto con i testi liturgici e maggiori notizie agiografiche e storiche sul beato Guido da Cortona. L’intento è quello di favorirne per tutti la conoscenza, il culto, l’imitazione delle virtù e l’invocazione del patrocinio presso Dio. In particolare, per i religiosi la conoscenza del beato Guido sarà occasione di meditazione comunitaria e personale, nonché incentivo a visitare in Cortona i luoghi della santa vita e il venerato sepolcro di questa figura illustre della prima generazione francescana.

La storia
Nato a Cortona verso il 1180, trascorse nel secolo la sua giovinezza, formandosi una buona cultura e vivendo nella preghiera, nella mortificazione, nel lavoro e nell’aiuto assiduo e generoso ai poveri. Nel 1211 abbracciò la vita minoritica, accolto nell’Ordine dallo stesso san Francesco, dal quale ricevette l’abito dopo averne ascoltato la fervida predicazione in Cortona e aver distribuito tutti i suoi beni ai poveri. Con il serafico Padre si ritirò in un luogo solitario nei pressi della città, ove eresse il conventino de Le Celle e coltivò più intensamente nel silenzio e nella preghiera la sua vita di mortificazione. Ordinato sacerdote, si dedicò alla predicazione, illustrata da virtù e prodigi, raccogliendo abbondanti frutti di bene. Tornato san Francesco a Cortona, il Beato accorse ancora da lui, ricevendone un altissimo elogio dinanzi ai cortonesi. Dopo la morte del pio minorita, avvenuta il 12 giugno 1239 a Le Celle, grazie e miracoli fiorirono abbondanti sul suo sepolcro, nella pieve di Santa Maria Assunta (attuale Concattedrale). Il culto ab immemorabili fu riconosciuto da Gregorio XIII nel 1583 e la memoria liturgica ricorre nel dies natalis.
Fare memoria dei nostri Santi religiosi significa valorizzare la nostra tradizione per imparare ad evangelizzare l’oggi, resistendo alle “tentazioni del nostro presente”, che ci portano invece alla diffidenza verso il rinnovamento dell’azione pastorale, al pericolo della religione privata, ad accontentarci del minimo (cf RICCARDO FONTANA, lettera pastorale 2014 – 2015 Amici di Dio e del suo popolo, 3. 3). I nostri Santi religiosi sono un dono e un esempio che offriamo con gioia anche a tutti i consacrati che provengono da altri Paesi e culture.
La vita religiosa potrà fiorire ancora nella nostra terra anche grazie la memoria ecclesiale di coloro che nel passato hanno raggiunto la perfezione cristiana mediante la fedele professione dei consigli evangelici. 
Il beato Guido è inoltre un modello di vita cristiana anche per il clero: uomo di grande austerità e fervente preghiera, accettò di essere ordinato sacerdote unicamente per assolvere al ministero della predicazione e della devota e frequente celebrazione della Messa e della Confessione.
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