La chiesa di Olmo celebra 50 anni dalla sua dedicazione

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Era il 1954 quando monsignor Telesforo Cioli, inaugurava la nuova chiesa di Olmo alle porte di Arezzo. Oggi quella comunità celebra il suo giubileo facendo memoria delle meraviglie che il Signore ha compiuto in questi 50 anni. Dopo un triduo di preparazione con Rosari, Messe e Adorazioni, la comunità della parrocchia dei santi Vincenzo e Anastasio festeggerà questo importante momento con il suo Arcivescovo. Per l’occasione monsignor Riccardo Fontana celebrerà una Messa solenne domenica 6 luglio alle 11 cui tutti i parrocchiani sono invitati a partecipare. 

Nei giorni scorsi è stata anche apposta una targa in memoria di Matilde Mancini Calamai, che donando il terreno, rese possibile l’edificazione della nuova chiesa.
La dedicazione di una nuova chiesa equivale in pratica al battesimo in quanto, come il capo del battezzando viene cosparso per tre volte con l’acqua benedetta del fonte battesimale e unto con il sacro crisma, così pure anche la nuova chiesa, nella dedicazione, viene aspersa con l’acqua benedetta per tre volte e le sue colonne portanti o le mura vengono unte con il sacro crisma.
Per tramandare memoria di questo atto vengono infisse nei muri le croci di consacrazione che possono essere di metallo, di pietra o in alternativa dipinte, a segnalare dove il Vescovo ha tracciato con il sacro crisma una croce. Nella chiesa di Olmo furono applicate dodici croci in ferro. Il significato della croce è quello di rappresentare il segno del trionfo di Cristo e di ricordarlo per sempre, indicando a tutti i limiti dello spazio consacrato al culto cristiano.