Veglia Pasquale 2026

Omelia del Vescovo in Cattedrale di Arezzo
04-04-2026

Il lungo corso delle letture che abbiamo ascoltato e che sono il tesoro della Parola di Dio ci hanno raccontato la vita.

E’ la vita nel suo sorgere, nella creazione, poi la vita che diventa avventura da vivere, quella che anche Abramo sperimenta, e poi è la vita che viene promessa dai profeti ed è novità, rinnovamento.

Tutto questo ci ha portato all’annuncio sorprendente del vangelo, a Gerusalemme, in un sepolcro che viene trovato vuoto, proprio lì dove avevano posto Gesù morto.

Un angelo disse alle donne: “Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. E’ risorto…”.

E San Paolo ci ha ricordato che noi possiamo vivere questo dono della risurrezione, la Pasqua nella ricchezza del battesimo e quindi nel diventare noi testimoni della risurrezione.

Il vangelo racconta anche che le donne che erano andate al sepolcro all’alba diventano le prime annunciatrici: “Presto andate a dire ai suoi discepoli: E’ risorto dai morti”. E commenta il vangelo: “Abbandonato in fretta il sepolcro, con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio…” e viene loro incontro proprio Gesù che personalmente le invia a dire la notizia straordinaria della risurrezione: “Non temete; andate ad annunciare… là mi vedranno”.

Ci sono le donne e ci saranno altri testimoni che partendo da quel sepolcro vuoto annunciano la vita, la Risurrezione, che il Signore, il crocifisso è vivo.

Ma dove sono oggi quelli che sono partiti dal sepolcro vuoto per annunciare il Risorto e la vita?

Quelli che credono davvero che Lui è vivo e lo hanno visto, incontrato. Dove sono oggi? Sembra che non se ne vedano in giro…

Dove sono gli annunciatori della Pasqua lì dove c’è la guerra? Dove sono questi portatori di luce e di gioia, di pace e di speranza dove si spara e si uccide, dove un drone o una bomba a grappolo può fare strage, dove nessuno è più sicuro e i più innocenti, come i bambini, perdono la vita? Mentre si sentono i grandi della Terra usare parole di prepotenza e di usurpazione della giustizia, dove sono quelli che erano partiti dal sepolcro per raccontare che è vuoto e che il Signore è vivo?

Dove sono quelli che erano partiti dal sepolcro per portare l’annuncio della Pasqua, oggi, nei luoghi della fragilità e delle ferite? Dove sono finiti, perché talvolta non pare di ritrovarli. Dove sono questi testimoni del risorto nei nostri ospedali, nelle case di riposo, nelle carceri? Portatori dell’annuncio di vita, dove siete? Abbiamo bisogno di voi, abbiamo bisogno che venga portata la notizia del sepolcro vuoto.

E dove sono questi testimoni nella nostra città? Se ne vede qualcuno nelle nostre famiglie oggi così preoccupate del proprio futuro e anche delle fatiche di far fronte alla crisi economica ed energetica? C’è forse qualcuno che era partito da quel sepolcro vuoto e che sta oggi con i giovani e porta loro la luce della vita? Passa qualcuno di questi che hanno visto il Signore vivo per le nostre strade, facendosi carico dei poveri, di chi dorme sotto le stelle, dei clochard, e magari dalla strada qualcuno apre anche la porta di casa per accogliere chi è diverso da noi, viene da un’altra terra, è immigrato, magari ha un’altra religione?

E c’è tra noi gente che corre dal luogo del risorto per farsi carico gli uni degli altri, per regalare un po’ di ascolto di cui tanto oggi abbiamo tutti bisogno, curandosi anche delle fatiche quotidiane, piccole o grandi di ciascuno?

Amici che siete partiti da quel sepolcro vuoto…, ma dove siete? Sembra di non vederne in giro? Sembra che siano più potenti e numerosi i portatori di notizie di morte e di ingiustizia. Dove siete finiti testimoni del risorto nel nostro mondo di oggi e nelle nostre città, e tra le nostre case, fino alla amicizia condivisa? Dove siete?

Ma soprattutto dove sei tu, Signore vivente e risorto? Dove ti possiamo incontrare?

Sembra a volte di far fatica a trovarti, a sentire la tua presenza e la tua opera di amore infaticabile.

Dove sei Signore Risorto che oggi celebriamo in questa solenne liturgia pasquale?

E’ la domanda che tanti, e forse anche noi talvolta, ci siamo posti? Dove sei Signore della vita?

Oggi lo celebriamo e lo incontriamo nella ricchezza della liturgia, nella Parola, nel dono del battesimo e della confermazione e soprattutto nell’Eucaristia.

La nostra domanda: dove sei Signore… non trova la risposta delle parole, ma il dono di un incontro. Oggi qui incontriamo Lui, il Risorto.

E allora potremo ripartire, potremo noi correre, portare l’annuncio del sepolcro vuoto, della vita e del Signore risorto.

E quando qualcuno chiederà o griderà dove sono i testimoni di questo annuncio potremo noi con entusiasmo dire e gridare: “sono qui, ci sono io, sono presente e accanto alle vicende del mondo e delle persone e situazioni più diverse e ci sono per annunciare che il Signore è vivo e lo abbiamo incontrato e per questo ci siamo, qui, per portare la vita e l’amore, sempre”.

+ Andrea Migliavacca