Benedettine Camaldolesi

San Romualdo nacque a Ravenna, da nobile famiglia, intorno alla metà del X secolo e si fece monaco a Sant’Apollinare in Classe nel 973. Fondò vari monasteri in molte zone superando le continue contrarietà da parte dei “grandi” del tempo e di alcuni monaci che non accettavano il suo rigore. L’ascesi che Romualdo predicava si prefiggeva, con l’oblio totale del mondo, tra mortificazioni fisiche, studio della parola di Dio e la recita dei Salmi, di “raggiungere l’annullamento di sé nell’attesa di Dio”. Un biografo di san Romualdo, san Pier Damiani, ci fa comprendere bene come egli, in continuità con la tradizione benedettina, aveva edificato l’eremo accanto al cenobio. Romualdo unificò l’ispirazione del monachesimo orientale con quello occidentale intrecciando mirabilmente solitudine e obbedienza comunitaria. Dopo aver soggiornato nel territorio di Arezzo, nel verde pianoro di Camaldoli, ultima sua fondazione, consegnò la sua anima a Dio nel monastero di Val di Castro, il 19 giugno 1027. Il suo corpo riposa nella chiesa camaldolese di San Biagio in Fabriano (AN). Il carisma si esplica nel silenzio davanti a Dio e in ascolto filiale di Lui. Importante la preghiera comunitaria e personale per conformare la vita a Cristo obbediente fino alla morte. Particolare attenzione alle Sacre Scritture in ordine alla vita interiore, alla lode di Dio, al bene della comunità e del mondo intero. Il monastero si trova in loc. Contra, nel territorio di Partina in Casentino. La comunità monastica partecipa spiritualmente e accompagna il cammino della Chiesa locale in tutti i suoi eventi attraverso la preghiera; si dedica inoltre a vari lavori manuali. Le particolari ricorrenze sono l’11 luglio, San Benedetto; il 24 giugno, San Giovanni Battista e il 19 giugno, San Romualdo. È stato fondato nel 1563 come Monastero Agostiniano. È rimasto tale fino al 1911, quando dal vescovo di Arezzo furono inviate alcune monache Camaldolesi provenienti dal monastero di quella città, essendo restate le Agostiniane solo in tre. Il complesso monastico cinquecentesco, sorge nel centro di Poppi, posto nel cuore del Casentino, a 437 m di altezza e conserva nella chiesa pregevoli opere d’arte quali la cappella della Natività di Giovanni della Robbia, la Pietà, la lunetta sulla porta d’ingresso di Andrea della Robbia, e la pala dell’Annunciazione del Morandini. Le monache Camaldolesi, qui presenti dal 13 ottobre 1911, nell’essenza della vita contemplativa e la cura della preghiera liturgica svolta sempre solennemente, si dedicano anche alla confezione di ostie, lavaggio e rammendo di biancheria da chiesa e all’accoglienza estiva nella foresteria del monastero. È festa l’11 luglio, San Benedetto e il 25 marzo, l’Annunciazione.
Monastero SS. Trinità – Chiesa ss. Annunziata: via Morandini, 44 – 52014 Poppi (AR)
Priorato di Contra – Casa Emmaus: loc. Contra, 49 – 52010 Partina (Ar)