Domenicani

L’Ordine Domenicano, fondato da san Domenico di Guzman, è un Ordine di “Frati Predicatori”. “Caritas Veritatis”, amore della Verità, sono le parole guida di ogni domenicano: verità da raggiungere e contemplare con lo studio e la preghiera, e da donare nella predicazione. Come il suo fondatore, ogni membro dell’Ordine consacra la sua vita all’annuncio del Vangelo, infatti predicazione e salvezza delle anime sono il carisma proprio dell’Ordine Domenicano: comunione con Dio, con lo studio e la contemplazione, dedizione al bene dei fratelli nella predicazione del Vangelo; parlare con Dio o di Dio, comunicando la Parola che salva. San Tommaso sintetizzava bene tutto questo con il motto: “Contemplata aliis tradere”. San Domenico nacque da famiglia agiata a Caleruega, nella vecchia Castiglia, nel 1171. Studiò a Palencia per 10 anni e divenne sacerdote a 24 anni, tra i Canonici della cattedrale di Osma. Accompagnando il suo vescovo Diego per una missione diplomatica, attraversò la Francia meridionale, dove conobbe le conseguenze devastanti dell’eresia dei Catari. Dal Papa Innocenzo III ottenne di poter predicare in Lingua doca per la conversione dei Catari e lì per 10 anni si adoperò con tutte le sue forze – in dibattiti pubblici, colloqui personali, predicazione itinerante… – sostenuto da incessante preghiera e penitenza. Maturò lentamente l’idea di un Ordine dedito tutto alla predicazione del Vangelo, con uomini ben preparati nella formazione teologica e temprati a ogni fatica missionaria, con una vita di povertà evangelica e di rigorosa disciplina. Ben presto si formò un primo nucleo di ardenti apostoli del Vangelo e con loro sperimentò una predicazione più organizzata. Inviò i primi frati a perfezionare gli studi e a fondare conventi nei principali centri culturali del tempo, come Parigi, Madrid, Padova, Bologna, Roma. Questa nascente famiglia religiosa ebbe l’approvazione ufficiale da Onorio III il 22 dicembre 1216. In pochi anni tutta l’Europa di allora conobbe la presenza dei Domenicani. E moltissimi furono i conventi fondati da ogni parte. San Domenico, dopo aver presieduto i due primi Capitoli Generali, che precisarono gli elementi fondamentali dell’Ordine, morì a Bologna il 6 agosto 1221. Fu sepolto, come lui volle, sotto i piedi dei suoi frati, nell’attuale chiesa di San Domenico. Venne canonizzato dal Papa Gregorio IX il 3 luglio 1234. La presenza dei Domenicani risale al 1468. Ebbe particolare incremento per intervento del Savonarola, per creare un convento importante per lo studio, la formazione, la predicazione e il culto mariano. Dagli inizi del secolo scorso questa presenza si è pian piano numericamente indebolita, ma il riferimento al Santuario resta sempre molto vivo nella gente di Bibbiena e dintorni, attratti dalla presenza di due immagini miracolose della Madonna: quella del Sasso e quella del Buio. Ai Frati nel 1927 si aggiunse una Comunità di Monache domenicane, molto importante per la vita del Santuario. Tutto il complesso (santuario, coro, cripta, chiesa inferiore, monastro, convento, chiostro e piazzali esterni) – dichiarato monumento nazionale nel 1899 – è stato completamente restaurato negli ultimi decenni. Hanno preso vita in questi ultimi anni varie iniziative di carattere liturgico e culturale, con conferenze di alte personalità di Chiesa e della cultura, concerti di alto livello. L’apostolato ordinario dei religiosi è in gran parte assorbito dalle esigenze del Santuario, molto frequentato nei giorni di festa e da maggio in poi per tutta l’estate, con affluenza di pellegrini, singoli e a gruppi, anche da fuori zona. Un bel gruppo partecipa anche ogni giorno alle Lodi del mattino con la Santa Messa. Le ricorrenze principali sono: il 23 giugno, Apparizione della Madonna; 8 agosto, San Domenico; prima settimana di settembre, Ottavario della Madonna del Buio; l’intero mese di maggio.

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