Veglia di Pentecoste 2026

Omelia del Vescovo nella Cattedrale di Arezzo
23-05-2026

1. Celebriamo, carissimi, questa notte la nostra grande preghiera di invocazione, di Chiesa che chiede che venga lo Spirito Santo, venga con abbondanza, venga con vitalità, venga a visitare la nostra Chiesa e venga a rinnovare il mondo.

Viviamo questa grande celebrazione di invocazione dello Spirito Santo, in modo particolare su alcuni amici e amiche che questa sera lo riceveranno nel sacramento della confermazione.

È un rinnovarsi di quel dono dello Spirito ricevuto nel battesimo e che entra nella vita per far vivere, ed è lo Spirito che chiama ad appartenere alla Chiesa cattolica, come un amico che entrerà a far parte di questa nostra famiglia.

Vogliamo davvero, nella preghiera e nel nostro essere comunità, invocare lo Spirito Santo: vieni, Spirito Santo!

 

2. La parola di Dio che è stata proclamata ci aiuta a cogliere lo sguardo, la ricchezza e anche il dono per cui vogliamo chiedere lo Spirito Santo.

E allora vieni, Spirito Santo: vieni per regalarci quell’unica lingua, quelle parole che ci regalano di parlare tra di noi, di poter intendere il nostro linguaggio e farlo arrivare fino al cuore della nostra vita. A Babele le lingue sono state disperse: lo Spirito, invece, ci può davvero regalare quella parola che arriva al cuore.

E arriva al cuore quando c’è l’amore, quando ogni parola è detta con lo spirito di chi ama: e allora sono parole vere, parole che rianimano, parole che fanno amicizia, parole che creano legami, parole che portano il perdono.

Vieni, Spirito Santo: regalaci le parole dell’amore che arrivano al cuore della nostra vita.

 

3. Vieni, Spirito Santo: portaci il dono della legge di Dio. Lo abbiamo ascoltato nella seconda lettura, nel libro dell’Esodo, dove si racconta di quando, sul Monte Sinai, Mosè riceve il dono della legge.

La legge non è una parola di costrizione, non è un insieme di regole, ma è parola di libertà.

La legge è “parole di bene” che Dio dice per il popolo e per ciascuno di noi, e sono quelle parole di bene che ci indicano la strada della bellezza.

E allora vieni, Spirito Santo, e regalaci le parole della tua legge, quella legge scritta nel cuore, quella legge che ci regala parole buone che accompagnano i nostri passi: e sono le stesse parole buone che indicano il cammino del bene e della bellezza della vita, della fraternità, della pace, della generosità che siamo chiamati a sperimentare.

Vieni, Spirito Santo e donaci le parole del tuo progetto che è la nostra storia di bene.

 

4. Nel libro di Ezechiele abbiamo ascoltato questo racconto di come lo Spirito rianima delle ossa inaridite, le ricostruisce, le riporta in vita; ed è una vita nuova, non è la prima vita, è una vita ridonata: è quella vita che ha vinto la morte.

E allora vieni, Spirito Santo, e donaci la vita vera!

Vieni perché desideriamo vivere, vieni perché abbiamo bisogno di nuova vita, vieni con quella nuova vita che è il perdono, vieni con quella vita e quel dono che ci insegna a ricominciare. Vieni come dono di vita che ci fa portatori di vita per gli altri, perché la vita rinnovata è sempre gratitudine e dono per gli altri.

Vieni, Spirito Santo, ne abbiamo tanto bisogno: abbiamo davvero bisogno di quella vita che ha vinto la morte e che è per sempre.

 

5. Ed è lo stesso Spirito di cui ci parla Paolo nella lettera ai Romani che parla di preghiera.

E quello Spirito, di cui Paolo dice che “lo Spirito intercede in noi con gemiti inesprimibili”, è colui che scruta i cuori, sa che cosa desidera lo spirito.

È lo spirito della preghiera, è lo Spirito che ci introduce nel dialogo con Dio, nell’incontro con Dio, perché la preghiera vuol dire incontrare: non è parlare, la preghiera è incontrare.

Allora vieni Spirito di Dio, vieni Spirito Santo!

Vieni e regalaci la preghiera, regalaci la bellezza, il gusto della preghiera che non sta nelle parole che abbiamo imparato, ma nella gioia di incontrarti e di stare con te, di vivere una comunione piena nella nostra vita.

Vieni, Spirito Santo, ne abbiamo bisogno, e sii tu Spirito di preghiera.

 

6. Infine, il Vangelo, che ci parla di questa acqua, di questa sorgente di vita alla quale il Signore chiama perché possiamo andare ad abbeverarci, ci fa pensare a quel dono che è l’ascolto di Dio. Dio ci offre l’acqua della vita perché ascolta, perché accoglie la nostra vita, apre le porte del suo cuore a noi.

Abbiamo bisogno dello Spirito Santo: vieni, Spirito Santo, e sii tu quella luce, quel dono che ci accompagna a incontrare il cuore di Dio.

È un cuore che ascolta, che desidera davvero accoglierci e custodirci nel suo amore.

Vieni, Spirito Santo, perché possiamo dimorare nell’amore del cuore di Dio.

 

7. Potremmo continuare; potremmo, ciascuno di noi, ciascuno di voi, proseguire con questa preghiera e dire “vieni, Spirito Santo”, e ciascuno di voi dovrebbe dire, perché: perché lo invochiamo, perché lo desideriamo, perché ne abbiamo bisogno.

Vieni Spirito Santo, perché… ed è la vostra vita, sono le vostre attese, i vostri desideri, le vostre sofferenze, e diciamo: vieni, Spirito Santo!

Vieni per questi amici che oggi visiterai nel dono della Cresima: vieni, rinnova e rendi bella la loro vita.

Vieni per tutti noi, Spirito Santo. Rendici vivi e non scordarti, Spirito di Dio, di venire per rinnovare la tua Chiesa: ne ha tanto bisogno, è una Chiesa che deve ritrovare bellezza, giovinezza, gioia di annuncio.

Abbiamo bisogno di te, Spirito Santo, e non dimenticarti di visitare il nostro mondo, che è un mondo in guerra, sofferente, ferito: abbiamo bisogno che sia Spirito di pace, di riconciliazione, di fraternità nuova.

Vieni, Spirito Santo! Sia la nostra preghiera di questa notte e sia la preghiera della Pentecoste.

 

+ Andrea Migliavacca

 

Omelia dal minuto 48,00