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Festival dello Spirito


FESTIVAL DELLO SPIRITO – Continuano gli appuntamenti…
Venerdì 22 marzo 2024 in programma:
dalle ore 15.00 fino alle ore 19.00 nella Chiesa di San Michele ci sarà la proiezione (in maniera continua) del mediometraggio “IL CANTICO DEI CANTICI” in ebraico è “Shir ha-Shirim”. Durata di 1 ora.

Alle ore 18.00 nella Sala di Giustizia del Palazzo Vescovile di Arezzo, Piazza del Duomo n° 1 – La presentazione del libro di Damosso: “Può la Chiesa fermare la guerra?”

➡️L’invito di Alessandra Bedino⬅️

CANTICO DEI CANTICI
in ebraico è “Shir ha-Shirim”: il più sublime dei cantici.
Il ‘Cantico dei Cantici’ -nella nuova, affascinante traduzione di Jack Arbib- è
innanzitutto il più bel poema d’amore di tutti i tempi. Il canto delle delizie di ‘sorella
sposa’.
Il percorso di Fernando Maraghini, Andrea Chimenti e Maria Erica Pacileo attorno a
quella che il teologo Padre Claudio Barretta definisce in questo libro la “poesia scritta
dalla penna di Dio nella carne dell’umanità” che viene da lontano e reca il sigillo di
una grande protagonista del teatro italiano, Anita Laurenzi. In questo film di potente
suggestione, ne raccoglie il velo una straordinaria Alessandra Bedino, tra gli ulivi, il
mare e gli scabri panorami del Salento: “il nostro Oriente, una Puglia che sa di
Palestina”, in cui luci abbaglianti e ombre profonde scandiscono il misterioso poema.
“Chi osserva il Cantico dei Cantici è egli stesso Energia che gravita intorno alla
protagonista, la circonda, la ossessiona, la mette in fuga, la cerca, la implora ,
perché è Spirito che vuole essere afferrato e tirato fuori dal limbo
dell’assenza” (Fernando Maraghini).
Il film è stato realizzato nel 2007 e pubblicato su DVD da Editrice Zona e proiettato
nel 2008 in anteprima al Salento International Film Festival e all’interno della
programmazione dell’Estate Fiesolana.
Regia di Maria Erica Pacileo e Fernando Maraghini
Interpreti: Alessandra Bedino e la partecipazione straordinaria di Andrea Chimenti
Musiche originali: Andrea Chimenti
Prodotto da Almasen Artisti Associati, il Carro di Jan

➡️Video⬅️

 

La presenza dello Spirito Santo nella COMUNICAZIONE
Etica della comunicazione, esperienze e testimonianze di spiritualità
Dibattito con:
S. Em.za Rev.ma Il Sig. Cardinale Gualtiero Bassetti – Arcivescovo emerito di Perugia e Città della Pieve
S.E. Rev.ma Mons. Andrea Migliavacca – Vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro
Lucia Tanti , Vice Sindaco e Assessore alla famiglia e alle politiche sociali del Comune di Arezzo
Giuliano Faralli – Presidente Nazionale del Serra Italia
Vincenzo Morgante – Giornalista, Direttore di TV 2000
Piero Damosso – Giornalista , Caporedattore del TG1 RAI
Franco Vaccari – Presidente Rondine Cittadella della Pace
Nicholas Spertilli Raffaelli – Seminarista e membro del Centro
Pastorale Giovanile Diocesano
Moderatore : Fernando Maraghini attore e regista

 

L’invito di Sr. Francesca Pratillo

⇒ 6° EVENTO – LA COMUNICAZIONE. 23 marzo 2024. Foto, video e contributi

⇒ 5° EVENTO – IL CINEMA. 22 marzo 2024. Foto, video e contributi

⇒ 4° EVENTO – IL TEATRO. 16 marzo 2024. Foto, video e contributi

⇒ 3° EVENTO – L’ARTE. 16 marzo 2024. Foto, video e contributi

⇒ 2° EVENTO – LA MUSICA. 9 marzo 2024. Foto, video e contributi

⇒ 1° EVENTO – LA PAROLA. 3 marzo 2024. Foto, video e contributi

 

Lutto in diocesi

Giovedì 21 u.s., don Romano Manfredi è stato chiamato alla Casa del Padre. Il funerale sarà celebrato Sabato 23 alle ore 14:00, presso la pieve di Sovara ad Anghiari.

𝗟𝗮 𝗗𝗲𝗽𝗼𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗥𝗼𝘀𝘀𝗼 𝗙𝗶𝗼𝗿𝗲𝗻𝘁𝗶𝗻𝗼 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮 𝗮 𝗦𝗮𝗻𝘀𝗲𝗽𝗼𝗹𝗰𝗿𝗼 𝗱𝗼𝗽𝗼 𝗶𝗹 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮𝘂𝗿𝗼

L’intervento realizzato dall’Opificio delle Pietre Dure. Riqualificata anche la chiesa di San Lorenzo

Ha fatto ritorno a Sansepolcro la preziosa pala della Deposizione di Cristo, capolavoro cinquecentesco di Rosso Fiorentino, che aveva lasciato sette anni fa il capoluogo valtiberino per essere sottoposto a un importante restauro divenuto ormai improrogabile, affidato all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze.

 

Com’è nato il restauro

Il progetto per il restauro della tavola di Rosso Fiorentino nasce in occasione della grande mostra “Pontormo e Rosso Fiorentino. Divergenti vie della ‘maniera’” ospitata nel 2014 a Palazzo Strozzi a Firenze. In tale occasione, la diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro con la Soprintendenza di Siena, Grosseto e Arezzo facevano notare la grande sofferenza della pellicola pittorica. La principale criticità era dovuta ai numerosissimi sollevamenti diffusi sull’intera superficie, causati dall’estrema rigidità del supporto ligneo, rigidità dovuta a un precedente intervento di restauro, avvenuto probabilmente tra la fine del ‘700 e l’inizio dell’800 dopo il terremoto che colpì Sansepolcro nel 1789. Infatti a seguito di questa calamità furono aggiunte cinque traverse in legno di pioppo avvitate sul supporto, che hanno ostacolato i naturali movimenti del legno, e le forze così scaturite si sono ripercosse sul fronte del dipinto creando i sollevamenti. Al termine della mostra l’opera fece ritorno a Sansepolcro nel 2015 e grazie alla disponibilità dell’Opificio delle Pietre Dure a far eseguire il restauro nei propri laboratori e alla volontà manifestata dall’Ufficio Beni Culturali della Diocesi, furono avviate dalla Soprintendenza di Siena, Grosseto e Arezzo le procedure tra le istituzioni coinvolte. Il 20 gennaio 2016 il delicato dipinto fu movimentato in sicurezza presso il laboratorio di restauro della Fortezza da Basso di Firenze.

 

Il restauro

Come consueto per l’Opificio l’intervento è stato preceduto da una diagnostica completa ed approfondita che ha permesso di conoscere tecniche esecutive e materiali presenti, tanto originali che di restauro.

In primo luogo si è intervenuti sulla struttura, con la rimozione meccanica dell’ammannitura e delle cinque traverse non originali. Dopo aver completato il risanamento del tavolato le due traverse originali sono state rifunzionalizzate mediante un sistema a molle che asseconda, controllandoli, i naturali movimenti del legno. Si è poi proceduto al restauro degli strati pittorici. Prima di poter effettuare la fermatura del colore è stata necessaria una prima pulitura degli spessi strati di vernice non originale. Conclusa la fermatura la pulitura, complessa e delicata, è stata condotta a più riprese: l’opera presentava molte patinature, ridipinture a coprire una superficie molto compromessa in quanto abrasa da puliture aggressive di antichi restauri (le abrasioni interessavano più di ¼ della superficie pittorica);erano presenti anche molte sgocciolature e ritocchi alterati. Le lacune, dovute per la maggior parte a pratiche devozionali, non erano fortunatamente di grandi dimensioni e comunque compromettevano parti figurative importanti. Su di esse, dopo aver effettuato la stuccatura e il ricollegamento materico della superficie, è stata eseguita l’integrazione cromatica mediante selezione, mentre le diffuse abrasioni sono state abbassate di tono mediante leggere velature.

Il restauro, le cui tempistiche sono state dettate oltre che dalla complessità dell’intervento anche e soprattutto dalla pandemia, si è concluso nel maggio 2023.

“Il complesso intervento di restauro ha permesso di restituire la completa leggibilità a un testo fondamentale nello svolgimento della pittura della prima Maniera italiana – spiega Sandra Rossi, Direttore del Settore di restauro dei dipinti mobili, Opificio delle Pietre Dure -. Le indagini sulla tecnica pittorica dell’artista ne hanno, infatti, rivelato l’espressività e la modernità fuori dal comune: una pennellata caratterizzata da un tratteggio incrociato continuamente spezzato, quasi grafico. Sono emersi, inoltre, interessanti dettagli operativi come l’utilizzo della tecnica detta ‘al risparmio’ che, lasciando intenzionalmente a vista il fondo cromatico bruno, lo rende elemento figurativo. Il restauro ha, infine, svelato commoventi dettagli, come la presenza di una piccola margherita in primo piano, da tempo non più visibili a causa delle precarie condizioni di conservazione della pellicola pittorica”.

“È un momento di grande soddisfazione – dice mons. Andrea Migliavacca, vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro – il ritorno a Sansepolcro della Deposizione di Cristo di Rosso Fiorentino perché è il frutto di un lavoro in sinergia di diversi enti, in particolare l’Opificio delle Pietre Dure, la Soprintendenza, il Comune di Sansepolcro, la Diocesi, la parrocchia, l’associazionismo e tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita di questo evento e di questo recupero. È motivo di soddisfazione e anche significativo perché viene ricollocato in prossimità della Settimana Santa che ci prepara a vivere il mistero di Cristo morto e risorto. Questo dipinto presentandoci proprio la deposizione di Cristo è un grande invito a riscoprire la bellezza dell’arte nella nostra Diocesi e insieme a viverla come proposta di meditazione”.

“Sansepolcro – dice Emanuela Daffra, Soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure – nonostante le perdite subite nel corso del tempo, ha ancora la fortuna di custodire uno straordinario patrimonio di opere d’arte collocate nei luoghi per le quali furono pensate. Non è scontato e spiega la particolare soddisfazione nel vedere nuovamente la tavola di Rosso all’interno della sua cornice settecentesca, a suggello di una collaborazione con l’Opificio delle Pietre Dure ormai ‘storica’ per continuità e qualità di risultati, come mostrano i casi pierfrancescani del Polittico della Misericordia e dellaResurrezione”.

“Questo episodio – commenta Gabriele Nannetti, Soprintendente alle Belle Arti, Archeologia e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo è la conferma di un modello virtuoso di interazione tra gli uffici della diocesi e quelli del Ministero della cultura, sia per quanto riguarda la Soprintendenza di Siena, Grosseto e Arezzo, ma anche per quanto riguarda l’Opificio delle Pietre Dure che opera su tutto il territorio nazionale e che ha sede a Firenze, il risultato si è raggiunto anche grazie a un percorso condiviso e accompagnato in tutte le sue fasi”.

 

Altri lavori

Già nel 2022, grazie al contributo dei fondi 8×1000 della Conferenza Episcopale Italiana la Diocesi aveva investito circa 7mila euro nella chiesa di San Lorenzo in Sansepolcro – la sede dove è custodito da secoli – per la realizzazione di un moderno impianto antintrusione e di videosorveglianza di ultima generazione. Contestualmente, per completare le verifiche sulla sicurezza della chiesa – dove l’opera avrebbe fatto ritorno – veniva fatta istanza all’Opificio delle Pietre Dure per la collaborazione con il Laboratorio di Climatologia e Conservazione preventiva; il laboratorio installava tre sonde per la rilevazione e la registrazione dei parametri termoigrometrici nell’arco dei dodici mesi.

“Le mostre d’arte quando sono di alto valore scientifico diventano iniziative molto importanti – dice Serena Nocentini, dell’Ufficio diocesano per i Beni Culturali -. Esse sono da considerare grandi eventi anche per la vita culturale della Diocesi e non solo della comunità civile. Proprio in occasione della mostra ospitata a Palazzo Strozzi e in sinergia con la nostra Soprintendenza, è nata questa prestigiosa collaborazione con l’Opificio delle Pietre Dure. Grazie alla loro dedizione e all’altrettanta maestria è stato permesso di restituire alla comunità la bellezza e la forza espressiva di questa inestimabile opera. La Deposizione di Rosso Fiorentino è tra i capolavori più ammirati e studiati nella nostra Diocesi, ma prima di tutto usando le parole di san Giovanni Paolo II in merito all’arte sacra ‘è esperienza di universalità. Non può essere solo oggetto o mezzo. È parola primitiva, nel senso che viene prima e sta al fondo di ogni altra parola’. E proprio per questo, la nostra più grande gioia è che l’opera sia tornata nella sua chiesa originaria, perché quando vi sono le condizioni, le opere sacre devono restare nel loro contesto”.

 

Il pavimento e la cornice

Nel frattempo, in molti, a Sansepolcro, si erano fatti portavoce dell’esigenza di intervenire sul pavimento della chiesa, realizzato negli anni ’60 con piastrelle in ceramica blu. Per assecondare questa richiesta, la Diocesi si è attivata per la progettazione e per richiesta di autorizzazione presso la Soprintendenza di Siena, Grosseto e Arezzo per l’Archeologia, le Belle Arti e il Paesaggio, del nuovo pavimento in cotto, il cui costo, 36.300 euro, è stato coperto per tre quarti con le risorse rinvenienti dagli oneri di urbanizzazione destinati agli edifici di culto e, per la quota rimanente, circa 8mila euro, attraverso iniziative di auto finanziamento di cui si è fatta promotrice la parrocchia del Duomo di Sansepolcro e alcune associazioni cittadine (Compagnia Artisti e Vivere a Sansepolcro, Rotary Club Sansepolcro, Lions Club Sansepolcro, Caserma Archeologica, Amici del Poliedro, Associazione Campanari, Gruppo Lunedì d’Estate, Gruppo Cavalieri del Trebbio, Teatro Popolare, Volontariato San Lorenzo, Gruppo Filarmonica e alcuni privati). I lavori sono stati diretti dall’architetto Andrea Mariottini con la collaborazione di David Tripponcini e realizzati dall’impesa Stema di Nako Nasi. Sono state utilizzate pianelle delle Badie di Montefioralle lavorate artigianalmente acquistate dalla ditta Giorni Aldo che si ringrazia per la sponsorizzazione tecnica. Inoltre, con l’autorizzazione della Soprintendenza, e sempre con il contributo della comunità locale è stata eseguita, a opera di Rossana Parigi, la manutenzione della cornice e delle decorazioni in gesso dell’altare maggiore che racchiude la Pala di Rosso Fiorentino.

“Finalmente si riapriranno le porte dell’antica chiesa di San Lorenzo – dice mons. Giancarlo Rapaccini, parroco della Concattedrale di Sansepolcro -. I cittadini e i turisti potranno finalmente ammirare il nuovo pavimento in cotto artigianale dell’Impruneta e soprattutto estasiarsi dinanzi al meraviglioso dipinto della Deposizione di Cristo. Un’opera di straordinario valore artistico restaurata dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Un ritorno attesissimo da tutti i biturgensi. È stato emozionante vedere come tante associazioni della città si sono adoperate per reperire i fondi necessari per ridare una degna collocazione al dipinto. La parrocchia, e io personalmente, ci siamo fatti promotori di tale iniziativa senza trovare resistenza. È stato bello lavorare così, tutti insieme, per arricchire la nostra città. Ringrazio di cuore tutti coloro che hanno contribuito, con la speranza di continuare per altri interventi. Chi viene a Sansepolcro, città di Piero della Francesca, deve riempirsi gli occhi di bellezza. E ripartire con il proposito di ritornare”.

 

La nuova illuminazione

Grazie al fondamentale contributo dell’Amministrazione comunale di Sansepolcro si è provveduto al rifacimento dell’illuminazione; quest’ultima, difatti, per quanto risalente a non molti anni fa, si era dimostrata inadatta per l’adeguata lettura del dipinto: si è così costituito un tavolo tecnico tra Diocesi, Parrocchia e Amministrazione comunale per predisporre il nuovo sistema illuminotecnico affidato alla ditta Opera.

“Il ritorno dell’opera rappresenta un grande evento per l’Amministrazione comunale e per l’intera comunità – dichiara Fabrizio Innocenti, sindaco di Sansepolcro -. Si tratta indubbiamente di una splendida realtà, quella di poter nuovamente ammirare l’opera di Rosso Fiorentino alle nostre latitudini dopo il delicato intervento di restauro che l’ha riguardata. Colgo l’occasione per ringraziare la Diocesi, il costante impegno di monsignor Giancarlo Rapaccini, il generoso contributo delle associazioni cittadine. Anche il Comune ha fatto la sua parte, destinando la somma di 15mila euro per la corretta illuminazione del dipinto. La Deposizione di Rosso Fiorentino sarà così nuovamente fruibile in tutta la sua bellezza e nel suo fascino evocativo, un arricchimento ulteriore al prezioso patrimonio artistico che custodiamo in città e che fa parte del nostro Museo diffuso”.

 

Notizie storiche

La Deposizione di Sansepolcro è tra i capolavori di Giovan Battista di Jacopo, detto il Rosso Fiorentino (Firenze, 8 marzo 1494 – Fontainebleau, 14 novembre 1540). L’opera fu eseguita a Sansepolcro dove l’artista, fuggito nel 1527 dal Sacco di Roma, aveva trovato rifugio. Secondo il celebre biografo delle Vite, Giorgio Vasari, egli ricevette questa preziosa occasione di lavoro alla generosa rinuncia del pittore biturgense Raffaellino del Colle che, in un primo tempo, aveva ricevuto l’incarico per il dipinto dalla Compagnia di Santa Croce “acciò che in quella città rimanesse qualche reliquia di suo”; ma anche grazie alle raccomandazioni del vescovo Leonardo Tornabuoni, cui il pittore era legato da vincoli professionali e di amicizia. Il Rosso aveva già rappresentato il tema della Deposizione nella bella tavola di Volterra (1521), ma la critica riconosce nell’esemplare di Sansepolcro una più cupa drammaticità che lo spinge a ricorrere perfino al grottesco, come nella mostruosa figura a lato della scala. Siamo di fronte a un’opera di eccezionale forza espressiva, che rivela una religiosità personale intensa, segnata dalla nascente Controriforma e dalla gravità dei tempi, che vedono la stessa Roma in balìa delle milizie e delle bande dei regnanti; nonché a un esempio tra i più illustri del legame con Roma – e dunque degli esempi figurativi moderni quali le opere ultime di Raffaello e della sua scuola, o la potenza cromatica e le torniture poderose degli affreschi della Sistina realizzati da Michelangelo – dei territori della Valtiberina.


Al seguente link è possibile scaricare immagini e ulteriore materiale.

Ufficio Stampa Opificio delle Pietre Dure:
Studio ESSECI, Sergio Campagnolo
tel. +39. 049.663499
simone@studioesseci.net (rif. Simone Raddi)

Ufficio Stampa Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro:
Luca Primavera
ufficiostampa@diocesi.arezzo.it

Diocesi e Soprintendenza inaugurano il restauro della chiesa di Santa Maria in Gradi

È stato inaugurato oggi il restauro della chiesa di Santa Maria in Gradi in Arezzo, che torna ad essere aperta al culto, dopo la chiusura avvenuta nel dicembre 2022 per consentire i lavori. L’intervento è consistito nella riduzione del rischio sismico di cui al DPCM 09.02.2011, con contestuale intervento di consolidamento strutturale e restauro architettonico. Lavori realizzati con finanziamenti ottenuti dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo, assieme ad altri quattordici beni suddivisi nel territorio di competenza, grazie al riparto del fondo di cui all’art. 1 comma 140 della Legge 11 dicembre 2016 n. 232 e a fondi propri della diocesi.

Nel 2013 la Soprintendenza diresse un importante intervento di restauro conservativo dell’intera facciata della chiesa (Responsabile unico del procedimento Arch. Mauro Abatucci e Direttore dei lavori Arch. Donatello Grifo). In questa occasione venne verificata una forte criticità strutturale: la facciata presenta infatti un vistoso fuori piombo nella parte centrale, tanto da creare un arco con le spalle in corrispondenza dei tiranti. Nel 2020, per permettere una progettazione puntuale degli interventi sono state così realizzate dalla Ditta Etruria Sicurezza Srl di Monte San Savino una scala di accesso lungo i vari livelli della torre campanaria, una passerella leggera in legno per l’intera lunghezza del sottotetto e una linea vita interna parallela alla passerella per ispezionare i vari ambienti debitamente imbracati. Opere pensate per essere mantenute anche al termine dei lavori in modo da garantire l’ispezione futura in sicurezza.

Nel gennaio 2021 vengono affidati i servizi di ingegneria e architettura per esecuzione dei rilievi, l’analisi di vulnerabilità comprensiva delle indagini occorrenti, la progettazione esecutiva oltre al coordinamento per la sicurezza. L’incarico viene affidato al RTP capogruppo Ing. Carlo Romboli, Arch. Ludovico Romboli, Ing. Michele Romolini e Geol. Nicola D’Ubaldo.

Nel mese di luglio 2022, vengono consegnati i lavori alla ditta l’Impresa LaDueBC Srl di Città di Castello grazie a uno stanziamento di 300.000 euro da parte del Ministero. I lavori, il cui Responsabile del procedimento l’Arch. Massimo Bucci, e il Direttore dei lavori l’arch. Federico Salvini, entrambi funzionari SABAP, sono articolati in due stralci.

I lavori effettuati in copertura, divisi in tre successivi step, mirano alla riduzione del rischio sismico e alla salvaguardia del bene in caso di terremoto e prevenire possibili danni. Il nuovo sistema resistente di carpenterie metalliche, rendono la struttura maggiormente capace di resistere alle sollecitazioni orizzontali indotte dall’azione sismica. Queste inoltre esaltano un favorevole comportamento scatolare dell’immobile riducendo la possibilità di sbandamento e ribaltamento fuori dal piano delle murature. Va sottolineato come il complesso delle opere è stato pensato quasi interamente a secco, rispettando uno dei criteri cardine nell’azione di tutela del patrimonio culturale ovvero quello della reversibilità e del minimo intervento. Allo stesso tempo è stato effettuato l’ancoraggio al di sotto del cassettonato ligneo di una rete di protezione anticaduta sull’intera superficie dell’aula e al di sopra del cassettonato sono stati montati ulteriori cavalletti in acciaio su cui poggiare un piano di lavoro stabile. Interventi mantenuti in opera al fine di permettere il proseguo dei lavori previsti nel secondo stralcio e le future manutenzioni al sottotetto.

L’altro obiettivo è stato quello di creare un piano rigido di ripartizione degli sforzi indotti dal ribaltamento della facciata verso l’esterno a piena trattenuta della stessa. Il successivo passo da compiere, con richiesta di ulteriore finanziamento, è quello di risolvere definitivamente tale criticità strutturale. La Soprintendenza sta provvedendo nella programmazione triennale dei propri interventi a richiedere nuovi ulteriori fondi per completare anche il secondo stralcio di opere.

Per insufficienza del finanziamento a coprire le variazioni intervenute in cantiere e non prevedibili in sede progettuale, registrate in perizia di variante autorizzata, per il completamento del terzo e ultimo step è intervenuta direttamente la Diocesi, a sostegno della parrocchia, quale proprietaria del bene, con una cifra complessiva di 80.000 euro.

La Soprintendenza in collaborazione con l’Ordine degli Architetti della provincia di Arezzo ha organizzato, ai fini della divulgazione scientifica dei propri lavori di restauro, un convegno ove saranno descritti nel dettaglio gli interventi eseguiti e le finalità raggiunte in programma mercoledì 27 marzo alle 14.30 presso il salone della sede aretina della Soprintendenza in via Ricasoli 1.

“Sono contento della riapertura della chiesa di Santa Maria in Gradi, per me è la prima volta che ho occasione di visitarla – dice il vescovo Andrea Migliavacca –. Oggi si inaugura questo importante intervento di riqualificazione reso possibile grazie all’impegno economico del Ministero, per il quale siamo molto grati, ma anche grazie all’intervento economico della diocesi che ha consentito di portare a termine il lavoro prospettato. Auspichiamo che il recupero di questa bella chiesa possa essere messo al servizio della pastorale della vita della città sempre più attiva e partecipata”.

“Si tratta di un intervento importante perché ha ridotto in maniera sostanziale le criticità strutturali dell’edificio attraverso un consolidamento statico e il miglioramento sismico – spiega Gabriele Nannetti, Soprintendente alle Belle Arti, Archeologia e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo per le province di Siena, Grosseto e Arezzo -. Un intervento portato avanti in una stagione molto complicata dovuta all’emergenzasanitaria prima, ma reso possibile grazie anche al lavoro di squadra con la diocesi. Interventi di questo tipo sono onerosi e complessi, hanno poca visibilità, ma sono fondamentali. Nell’intervenire il primo aspetto preso in considerazione è stato quello di mettere in sicurezza le opere arte che hanno continuato a vivere all’interno della chiesa in piena sicurezza e che oggi restituiamo alla città”.

La chiesa di Santa Maria in Gradi sorge nel lugo dove esisteva un monastero camaldolese dipendente dalla Badia di Agnano fin dal 1043 che comprendeva un‘antica chiesa romanica, costruita verosimilmente tra XI e XII secolo, che doveva essere piuttosto piccola e con un andamento trasversale rispetto all’attuale e della quale rimane la cripta. Nel 1591 i camaldolesi decisero di costruire la chiesa attuale, su disegno di Bartolomeo Ammannati, terminata nel 1611. La decorazione dell’interno e delle sue cappelle fu completata nel corso del Seicento fino alla realizzazione del soffitto ligneo nel 1711.

Tra e opere al suo interno si ricordano una pregevole tela con Sant’Andrea Zoerandro e Carlo Borromeo, opera di Vincenzo Dandini del 1658, mentre al secondo altare è posta la Madonna Assunta tra santi di Bernardino Santini, del 1633. L’organo di Antonio del Corno, del 1630, sormonta il terzo altare sinistro dedicato a San Bonifazio ed ornato da tele di Bernardino Santini, del 1632: al centro vi è la Crocifissione con San Pietro e San Bernardo ed ai lati San Pietro benedicente a destra ed un Santo vescovo a destra. Al primo altare a sinistra si trova la Madonna della Misericordia detta anche dei cocci realizzata da Andrea della Robbia alla fine del Quattrocento per la famiglia Carbonati, della quale è lo stemma.

Sotto la chiesa è presente una cripta romanica dell’XI secolo, che conserva un Crocifisso ligneo detto “Della tomba”, da datarsi tra la fine XIII e l’inizio del XIV secolo, al centro di sentita devozione popolare.

Nella chiesa è presente anche il cosiddetto “Pozzo di san Donato”.

 

Messa Quaresimale

Venerdì 22 marzo alle ore 16, presso la Cappella della Madonna del Conforto, il Vescovo Andrea presiederà la CELEBRAZIONE QUARESIMALE per tutti gli operatori e i volontari della Caritas diocesana e dell’Associazione Sichem.

Ritiro in preparazione della Pasqua

Vi ricordiamo che sono aperte le iscrizioni per il Ritiro in preparazione alla Pasqua, una bellissima opportunità di cammino, preghiera e condivisione sotto la guida di San Francesco.

Per l’occasione, serve portare:
📒quaderno ,
📖Bibbia,
🛏️sacco a pelo,
🥤Borraccia
e l’occorrente per la pulizia personale.

Per info 🤳🏻3347415228

Provvedimenti e nomine

CONSIGLIO PASTORALE DIOCESANO
In data 4 marzo 2024 il Vescovo diocesano Mons. Andrea Migliavacca ha nominato i membri del nuovo Consiglio Pastorale diocesano.

Membri di diritto
Mons. Alessandro Conti, Vicario Generale
Don Wojciech Tarasiuk, Delegato Vescovile per la Pastorale
Don Stanislas Aimè Cocou Alimagnidokpo, Delegato Vescovile per la Chiesa nel territorio
Suor Annalisa Bini, CRSD, Moderatrice di Curia
Suor Elisabetta Macrì, SGP, Delegata Vescovile per la Vita Consacrata

UFFICI DIOCESANI
Mons. Fabrizio Vantini, Caritas diocesana
Padre Antonio Airò, SM, Aggregazioni laicali: Associazioni e Movimenti
Don Severe Elvery Christel Boukaka, Migrazioni e cura degli immigrati
Don Gianfranco Cacioli, Pellegrinaggi e Tempo Libero
Don Javier Alexander Calderon Manzanillas, Giovani
Don Daniele Leoni, Missioni
Suor Miriam Manca, PDDM, Liturgia
Andrea Cocci e Sara Tanganelli, Famiglia
Carlo Leonardi, Laicato
Silvia Mancini, Evangelizzazione e Catechesi
Marco Randellini, Lavoro
Marco Rossi, Pastorale Sanitaria
Massimo Rossi, Comunicazioni Sociali
Luca Primavera, Stampa
Luca Vanni, Scuola

Francesco Schiatti, Presidente dell’Azione Cattolica diocesana

RAPPRESENTANTI PER LE ZONE PASTORALI
Paolo Marchi, Arezzo
Maria Teresa Francesconi, Casentino
Francesca Menci, Cortona – Castiglion Fiorentino
Maria Lucidi, Valdarno
Fabrizio Sciabolini, Valdichiana
Angiolo Boncompagni,  Valtiberina

RELIGIOSI
Fra Matteo Tosti ofm
Dom Matteo Ferrari osb cam

DIACONI PERMANENTI
Diac. Tommaso Condello

RAPPRESENTANTI DALLA CONSULTA DELLE AGGREGAZIONI LAICALI
Paolo Serafini
Tamara Pastorelli

NOMINA DEL VESCOVO
Suor Annarita Spaccini, PASC
Lucia Albiani
Lara Caposciutti
Gabriele Donnini
Paola Forzoni
Donatella Pagliacci
Giulia Vitiello

CONSIGLIO GIOVANI
In data 4 marzo 2024 il Vescovo diocesano Mons. Andrea Migliavacca ha nominato i membri del nuovo Consiglio Giovani.

Don Javier Alexander Calderon Manzanillas
Stefano Leoni
Camilla Alvari
Andrea Andreani
Alessandro Bacci
Simone Ballantini
Tommaso Capacci
Alessandro Dioni
Filippo Foggi
Federica Franzese
Noeli Gerrero
Amerigo Giommetti
Sofia Lanini
Ludovica Lazzaro
Andrea Margiacchi
Pietro Mazzeschi
Nicholas Spertilli Raffaelli
Daniela Paoli
Paola Pogi
Emanuele Portaro
Damiano Ricciarini
Gabriele Sbragi
Matteo Spadini
Davide Maria Tiezzi
Elisa Zanelli
Lorenzo Zanelli

 

Giornata di preghiera per la pace e per il sinodo della Chiesa

Si comunica che la Presidenza della CEI, accogliendo la proposta del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa, ha deciso
di aderire all’iniziativa di celebrare una Santa Messa per l’attuale Sinodo e per le vittime delle guerre in Ucraina e in Terra Santa.

La data scelta per celebrare l’Eucaristia è venerdì 1° marzo 2024.

In allegato il testo della Preghiera dei fedeli predisposto dall’Ufficio Liturgico Nazionale.


📜La “PAROLA” è autorevole: in-segna ,cioè lascia un segno nel cuore di chi la ascolta.🎧❤️
👉Vi aspettiamo questo Sabato 02 marzo alla Lectio Divina con il Vescovo Andrea.
Ore 19:30 presso il Palazzo Vescovile – Arezzo.
🗣a seguire cena insieme 🥤🍽
🤳Conferma la tua presenza con un messaggio whatsapp al numero 3347415228