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Intervista di gonews.it a Mons. Migliavacca

gonews.it ha intervistato Mons. Migliavacca per lanciare uno sguardo sul passato e sul futuro, fare un bilancio di questi sette anni a San Miniato e chiedere cosa rimarrà di questa esperienza nel suo prossimo incarico nella Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro.

 

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Comunicazione del Vescovo eletto Andrea Migliavacca

A seguito della nomina del vescovo eletto mons. Andrea Migliavacca si comunica che l’ingresso ufficiale con la presa di possesso della diocesi è stato fissato per la domenica 27 novembre 2022, prima domenica di Avvento e inizio del nuovo Anno liturgico, con la celebrazione eucaristica in Cattedrale alle ore 17,30. Sarà in seguito definito il programma preciso della giornata con gli appuntamenti che precederanno la S. Messa.

In vista di quella data mons. Andrea farà una visita privata alla Diocesi, incontrando l’arcivescovo Riccardo, il Seminario e le realtà della Curia nella giornata di martedì 11 ottobre. Altri appuntamenti significativi precederanno l’ingresso, in particolare una visita alla comunità di Camaldoli e al Santuario de La Verna.

Mons. Migliavacca assicura fin da ora la preghiera e l’affetto per tutta la comunità diocesana, in attesa di incontrarla ufficialmente e iniziare il ministero episcopale in mezzo a noi.

Mons. Andrea Migliavacca è il nuovo Vescovo

Mons. Andrea Migliavacca è il nuovo Vescovo

“Pace a te Chiesa che è in Arezzo, Cortona e Sansepolcro”

“Ci guida la stella polare della Parola di Dio, il faro che è il Concilio Vaticano II, la bussola che possiamo ritrovare nella esperienza del Sinodo”

 

Mons. Andrea Migliavacca è il nuovo vescovo della diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, la nomina voluta da Papa Francesco è stata annunciata questa mattina nella Cattedrale di Arezzo e in contemporanea dalla Sala Stampa della Santa Sede e a San Miniato. Contestualmente il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, presentata da mons. Riccardo Fontana avendo compiuto 75 anni lo scorso 20 gennaio.

Nei prossimi giorni sarà indicata la data dell’ingresso del nuovo Vescovo, il quinto della diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, eretta il 30 settembre 1986. Fino all’ingresso di mons. Andrea Migliavacca in diocesi, l’arcivescovo Riccardo Fontana sarà Amministratore Apostolico.

Mons. Andrea Migliavacca è nato il 29 agosto 1967 a Pavia, nell’omonima Diocesi. Entrato nel Seminario diocesano nel 1986, ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale il 27 giugno 1992, incardinandosi nella Diocesi di Pavia. Nel 1996 ha conseguito la Laurea in Diritto Canonico presso la Pontificia Università Gregoriana a Roma. Ha svolto i seguenti incarichi: Assistente ecclesiastico del gruppo scout (1996-2000); Docente di Diritto Canonico presso lo Studio Teologico del Seminario e l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Pavia-Vigevano (1996); Collaboratore pastorale presso la parrocchia di S. Genesio ed Uniti (1996-1997); Amministratore parrocchiale di S. Genesio ed Uniti (1997-1998) e dal 1997 Vice Cancelliere Vescovile; Assistente ACR e del settore giovani di Azione cattolica diocesana (1997-2008); dal 1997 Giudice del Tribunale ecclesiastico regionale Lombardo, Vicario giudiziale aggiunto della Diocesi e dal 2007 Vicario giudiziale diocesano (1997-2007); Amministratore parrocchiale di Albuzzano (1998); Segretario del XX Sinodo diocesano (1999-2002); Responsabile del servizio per la pastorale giovanile e gli oratori (1999-2010); Assistente regionale del settore giovani di Azione cattolica (1999-2001); Assistente unitario dell’Azione Cattolica diocesana (2001-2003); dal 2001 Rettore del Seminario diocesano e Direttore del Centro diocesano vocazioni, Docente di religione presso la scuola paritaria Liceo classico S. Giorgio (2005-2012); dal 2007 Assistente diocesano per la consulta dei laici; dal 2012 Canonico del Capitolo della Cattedrale e dal 2014 Docente di Diritto Canonico presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale. È stato eletto Vescovo di San Miniato il 5 ottobre 2015, ricevendo la consacrazione episcopale il 9 dicembre successivo. Ha iniziato il suo ministero nella Diocesi di San Miniato il 20 dicembre 2015. In seno alla Conferenza Episcopale Toscana è dal 2019 Delegato per la Pastorale del Tempo Libero Turismo e Sport e per la Pastorale della Salute. Presso la Conferenza Episcopale Italiana è dal 29 settembre 2021, Presidente del Consiglio per gli Affari Giuridici e Membro della Commissione Episcopale per la Dottrina della Fede, l’Annuncio e la Catechesi. Inoltre, dal 2019 è Membro del Collegio per l’esame dei ricorsi presso la Congregazione della Dottrina della Fede e dal 2021 Membro del Tribunale della Segnatura Apostolica. Nel 2019 la Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di vita Apostolica lo ha nominato Commissario Pontificio della Compagnia di Sant’Orsola – Istituto Secolare di Sant’Angela Merici di Siena.

“Pace a te vescovo Riccardo, grazie per le tue cordiali parole di accoglienza che subito mi hai rivolto alla notizia della mia nomina e un augurio di reciproca fraternità – ha detto mons. Andrea Migliavacca nel suo messaggio di saluto -. Pace a te Chiesa che è in Arezzo, Cortona e Sansepolcro. Iniziamo l’avventura di una reciproca conoscenza. Rivolgo questo augurio di pace a tutta la Chiesa, fatta di volti, storie, incontri, percorsi. Ci conosceremo e potremo scoprire di essere tutti insieme il popolo di Dio in cammino. Ci guida la stella polare della Parola di Dio, il faro che è il Concilio Vaticano II, la bussola che possiamo ritrovare nella esperienza del Sinodo che avete celebrato e che prosegue nel cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia. Pace a te terra che sei come un “giardino” per la nostra diocesi e che ho il desiderio di conoscere in ogni suo angolo. Porto nel cuore l’augurio che la pace sia, anche grazie a tutti noi, custodia dell’ambiente, impegno nel promuovere una conversione ecologica, promozione sociale e comunitaria. Pace anche a te, lasciatemi dire, Chiesa che è in San Miniato e che mi hai accolto e custodito con grande affetto. Vi porto tutti nel cuore, in una amicizia e in una comunione che non vengono meno”. (in allegato il testo integrale del messaggio di saluto)

“Oggi è un bel giorno perché la Sede Apostolica ha avuto un riguardo particolare per noi, affidando la guida pastorale di questa Chiesa al Vescovo Andrea – ha detto commosso l’arcivescovo Riccardo Fontana -. Nel suo messaggio di saluto ha indicato l’importanza della Parola di Dio, del Concilio Vaticano II e del Sinodo. Una grande continuità con quanto fatto in questi anni. Il Papa ha avuto una grande delicatezza nel lasciar proseguire il mio incarico per nove mesi. Sono profondamente contento, ad Andrea lascio una Chiesa molto bella, piena di risorse e qualità dove ho trovato amicizie, relazioni, una grande famiglia. È anche per questo che continuerò a vivere ad Arezzo, il rapporto di un Vescovo con la sua diocesi è quasi come l’amore sponsale che unisce marito e moglie”.

Saluto di +Andrea Migliavacca, Vescovo eletto di Arezzo, Cortona, Sansepolcro

“Paolo, chiamato ad essere apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio… alla Chiesa che è a Corinto…, santi per chiamata… grazia a voi e pace da Dio Padre Nostro e dal Signore Gesù Cristo”.

Questo saluto con cui Paolo inizia la sua lettera ai Corinzi mi suggerisce le parole da dire a voi, cari fedeli e amici della diocesi di Arezzo, Cortona, Sansepolcro a cui papa Francesco mi invia come vescovo a pascere il gregge di Dio: “grazia a voi e pace da Dio Padre Nostro e dal Signore Gesù Cristo”.

Pace a te vescovo Riccardo che iniziavi il tuo ministero di vescovo in questa diocesi il 13 settembre 2009 per servirla con dedizione, passione e intelligenza. Grazie per le tue cordiali parole di accoglienza che subito mi hai rivolto alla notizia della mia nomina e un augurio di reciproca fraternità.

Non posso non rivolgere un affettuoso e grato pensiero anche al vescovo cardinale Gualtiero Bassetti che di questa Chiesa è stato generoso pastore.

E rivolgo il mio pensiero di gratitudine a papa Francesco per la fiducia accordatami.

Pace a te Chiesa che è in Arezzo, Cortona e Sansepolcro. Iniziamo l’avventura di una reciproca conoscenza.

Rivolgo questo augurio di pace a tutta la Chiesa, fatta di volti, storie, incontri, percorsi…

Pace a tutto il presbiterio che saluto con tanto affetto in attesa di conoscerci e ai seminaristi, ai religiosi e alle religiose, ai diaconi permanenti e a tutti quelli che svolgono un ministero nella Chiesa; pace a tutti coloro che vivono la vita di parrocchia, alle associazioni e ai movimenti ecclesiali; pace alle famiglie e alle persone nelle loro diverse età, dai bambini, ai giovani, coloro che vivono l’età adulta e tutti gli anziani; pace anche a coloro che sono impegnati nello studio e a tutto il variegato mondo del lavoro, imprenditori e lavoratori di ogni livello e professionalità; pace ai malati e ai più poveri, ai carcerati e a chi è negli ospedali; pace alle organizzazioni di volontariato e a chi spende il proprio tempo per il bene e l’aiuto agli altri. Non vorrei dimenticare nessuno… e tutti vi chiedo di sentirvi coinvolti in questo saluto.

Ci conosceremo e potremo scoprire di essere tutti insieme il popolo di Dio in cammino.

Ci guida la stella polare della Parola di Dio, il faro che è il Concilio Vaticano II, la bussola che possiamo ritrovare nella esperienza del Sinodo che avete celebrato e che prosegue nel cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia.

L’augurio di pace e il mio cordiale saluto anche a tutte le Autorità e le Istituzioni civili e militari.

Pace a te terra che sei come un “giardino” per la nostra diocesi e che ho il desidero di conoscere in ogni suo angolo: la pianura e i colli, le montagne e i grandi orizzonti, la terra coltivata e quella boschiva, i corsi d’acqua e le vallate e poi le città e i paesi che trovano vita in questo territorio. Porto nel cuore l’augurio che la pace sia, anche grazie a tutti noi, custodia dell’ambiente, impegno nel promuovere una conversione ecologica, promozione sociale e comunitaria.

Pace anche a te, lasciatemi dire, Chiesa che è in San Miniato e che mi hai accolto e custodito con grande affetto. Vi porto tutti nel cuore, in una amicizia e in una comunione che non vengono meno. Essa celebra quest’anno i suoi 400 anni di vita e sono lieto di poter accompagnare ancora per un tratto di strada questa storia di Chiesa.

Cari fedeli e amici della Chiesa di Arezzo, Cortona, Sansepolcro vi chiedo l’augurio di pace anche per me e per il mio ministero in mezzo a voi; vi chiedo di benedirmi, di accogliermi nella semplicità e nella cordialità della amicizia. E domando anche la vostra preghiera che mi accompagni e prepari i passi che ci separano dall’inizio del mio ministero tra di voi nella data che verrà quanto prima comunicata.

Tutti già vi porto nel cuore e nella preghiera, vi benedico, affidandomi ai santi patroni San Giovanni Apostolo ed Evangelista, San Donato e Santa Margherita da Cortona, insieme anche alla custodia dei santi Francesco d’Assisi e Chiara e della Beata Vergine Maria Addolorata di cui celebriamo oggi la memoria liturgica.

A presto…

+ Andrea Migliavacca

Vescovo eletto di Arezzo, Cortona, Sansepolcro

Invito per comunicazioni della Santa Sede

Carissimi,

Giovedì 15 p.v., alle ore 12,00 ho il piacere di invitare in Cattedrale, per comunicazioni della Santa Sede, il nostro presbiterio assieme ai Diaconi, ai Ministri, ai membri del Sinodo e al resto del popolo di Dio.

Con molta gioia nel cuore, Vi Benedico.

+Riccardo Fontana, Arcivescovo

L’omelia dell’Arcivescovo per San Donato

Figli e figlie di questa nostra chiesa in Terra d’Arezzo:

il ricordo delle gesta del Patrono

ci ottenga da Dio la Grazia della preghiera e della fede!

 

  1. San Donato, modello del Vescovo nell’antichità cristiana

La larga diffusione del culto di San Donato, soprattutto nell’Occidente cristiano, ha fatto riconoscere nel nostro secondo Vescovo il modello del ministero episcopale. Per questa Chiesa aretina, che da secoli lo riconosce Patrono, San Donato offre l’occasione per riflettere insieme sulla nostra identità ecclesiale.

Gli interventi della Santa Sede hanno esteso i nostri confini, riportandoli a quando la popolazione era molto inferiore e gli stessi centri abitati assai meno di oggi. Varie volte nella storia della nostra Chiesa ci siamo interrogati sulla nostra identità.  Le trasformazioni della società civile avvenute nei secoli sono state affrontate dalla Chiesa con risposte di volta in volta adeguate. L’era dei martiri, con San Donato in testa, che fece del suo nome il dono identitario del ministero in questa Chiesa, fu la risposta coraggiosa ed evangelica al paganesimo che ancora nel IV secolo insidiava la crescente diffusione del popolo di Dio. Il cambio della pastorale con l’arrivo dei monaci missionari dalla Germania, impresse uno stile nuovo, dal Casentino, fino alla Val di Chiana, sostituendo le devozioni con la Parola di Dio letta e praticata. Il Beato Rodolfo fece di Camaldoli il modello delle virtù, invitando i suoi monaci a raccogliere dalla foresta l’esempio di come praticare il Vangelo. I sette alberi delle virtù potrebbero ancor oggi affascinare quella parte di giovani che sta riscoprendo la creazione come medicina alle alienazioni del nostro tempo. Poi San Francesco e i suoi frati, che segnarono la nostra Chiesa con una positiva rivoluzione, modello della civiltà comunale, fortemente partecipata anche nella Chiesa. I grandi Santi che portarono amore per il sapere e il gusto della concretezza incisero nella cultura e nella solidarietà, che ancor oggi sono parte dell’identità aretina.

San Donato, secondo la tradizione, viene da altrove e diventa pienamente aretino con il suo martirio: ciò che conta dunque per i Sacri Ministri è donare la vita per il popolo di Dio, che è loro affidato. Questo principio appartiene alla nostra cultura ecclesiale ed è stato praticato lungo i secoli molte volte e spiega il legame speciale tra la Chiesa e la comunità civile, che esiste in Terra d’Arezzo.

Oggi non siamo solo in grado di offrire i pastori, ricorrendo a Sacri Ministri venuti da altre Chiese come fu San Donato, ma anche di promuovere la progressiva acquisizione che la nostra identità è composita di molte culture particolari. Tutte vanno rispettate e valorizzate, sia quelle antiche di secoli che quelle recentissime, frutto delle migrazioni di popoli dalle quali non è esente il nostro territorio.

 

  1. Il calice rotto chiama anche oggi il Vescovo a ricomporre la collaborazione identitaria della città

San Donato ci offre alcuni riferimenti identitari, di cui ebbe già a far sintesi Papa Gregorio Magno[1]. Il calice rotto è la città messa continuamente alla prova dal confronto tra le varie fazioni, talvolta anche violente, al punto di infrangere l’unità del nostro popolo. Al Vescovo e con lui a tutti i Sacri Ministri tocca di operare con la preghiera e con la pacificazione degli animi, per rafforzare l’impegno di tutti per il bene comune e di non perdersi d’animo per qualche falla, che resta inevitabile.

La mirabile Arca trecentesca raccoglie, nelle immagini, la vicenda soprannaturale di Donato. Fatto cristiano ed educato alla vita interiore dal Monaco Ilariano, Donato si fa apostolo con la cieca Siranna; poi, alla morte di Satiro, primo Vescovo della città, viene nominato da Papa Giulio Vescovo di questa Chiesa. Intrepido oppositore del paganesimo – interviene per salvare Eustasio, accusato di aver sottratto i soldi pubblici – e sollecito nel risolvere la disperazione degli agricoltori che, senza pioggia, perdono il raccolto, e invoca la pioggia. Salva il piccolo Asterio dal male e la figlia di quell’aretino colpita da un male sconosciuto.

Poi il Vescovo San Donato diventa scomodo: lo si processa, lo si condanna e lo si uccide. Il nostro grande Pastore ancor oggi ci insegna che non contano gli applausi né il consenso artefatto, che esprimono la logica del mondo. Non servono preti e Vescovi che cercano se stessi. L’identità di questa Chiesa è puntare sul cambiamento, sul tentativo di arrivare a tutti per far attivare il Vangelo: nelle scuole dove siamo pochissimo presenti, nella società civile, che ci chiede identità cristiana, non solo tradizioni, carità non solo istituzioni. Occorre pluralità di linguaggi, concretezza di gesti, attenzioni verso tutti, soprattutto verso chi cerca il senso della propria vita.

Come San Donato la profezia non ottiene consenso, ma talvolta la via del contro corrente sempre richiede il sacrificio di sé. In questa Chiesa, a San Donato fu tagliata la testa, ma molti altri santi Vescovi hanno avuto un martirio incruento, sacrificando se stessi per affermare di grandi riforme.

In questo giorno santo mi piace ricordare, tra i tanti, tre miei predecessori che, sacrificando se stessi, servirono in modo esemplare questa Chiesa. Il Vescovo Albergotti (1802-1825) che seppe resistere, con generosità verso i poveri, e impegno a rilanciare la fede di fronte alla risorgente cultura pagana, lanciò il culto mariano con la nostra Madonna del Conforto. A Cortona il mio predecessore Ippoliti (1755-1776) “padre dei poveri e delle arti liberali”, con la sua Lettera parenetica, anticipò i tempi, in difesa dei contadini vessati dai proprietari terrieri. Ottimo pastore per 21 anni, fu rimosso per ragioni politiche dalla sede nel 1776, malgrado i suoi enormi meriti. A Sansepolcro il Vescovo Costaguti resse Sansepolcro dal 1778 al 1818. Riformò la diocesi, promuovendo la conoscenza della dottrina e la cultura, con l’impegno verso i poveri, cui lasciò il grande patrimonio ereditato dalla sua ricca famiglia genovese.

Il bene della Chiesa non si ottiene senza impegno e sacrificio personale.

 

  1. Il rapporto del Vescovo con la Chiesa che gli è affidata

I Padri del Concilio, quasi 60 anni fa, convennero che il rapporto tra il Vescovo e la Chiesa di cui è divenuto pastore sia una relazione quasi sponsale[2], dove al Vescovo compete di essere padre in grado di governare la famiglia di Cristo, insegnando la via giusta per la sequela di Cristo, che è la santificazione.

Il servizio che il Vescovo è tenuto a rendere alla porzione di popolo di Dio che gli è affidata è una storia d’amore. Tra le tante allegorie che sarebbe possibile adattarvi, il Concilio ritenne di scegliere l’analogia con il matrimonio, perché resta fermo l’incanto affettivo anche se non sempre nel tempo si realizza l’ideale armonia. Ferma restando la storia d’amore, ci sono talvolta momenti di difficoltà e di incomprensione.

San Paolo, in IICor, fa presente il dovere dell’apostolo di indicare la strada giusta per la fedeltà al Vangelo, anche se questo servizio contrasta talvolta con la popolarità e con il consenso. L’esercizio del dovere episcopale non fa venire meno la condizione di fondo e i rapporti con le persone che possono essere bizzarre come le onde del mare, ma non fanno cambiare la natura della relazione alla quale il Vescovo è tenuto a rimanere fedele.

L’Apostolo Paolo parla di una storia di cuore[3] e non può che essere così tra il popolo a cui il pastore ha annunziato il Vangelo e la libertà cristiana, che costituisce la novità, l’apporto singolare che ogni Vescovo dona al suo popolo, arricchendolo del suo carisma personale, che è sempre e comunque dono di Dio. In questo sta la differenza tra la logica del mondo e la politica che la esprime e il criterio soprannaturale della fede, dove la dimensione del dono prevale sul giudizio. C’è una sapienza del cuore che, di fronte a un dono, fa innanzitutto ringraziare.

Facendo prevalere la comunione tra il pastore e il popolo, l’Apostolo delle genti dice ai Corinzi: “Fateci posto nei vostri cuori![4].

Il calice infranto di San Donato è la città e il Ministero della Riconciliazione è lo strumento soprannaturale con cui ricomporre l’unità, ma che richiede il sacrificio di sé, il farsi da parte per il bene comune.

Il Santo Patrono ci ottenga la Grazia di una rinnovata primavera dello Spirito “intra Tevero e Arno[5] per offrire, attraverso il Ministero dell’insegnamento, esercitato da molti giovani della nostra Chiesa.

[1]Arretium seu sanctus Donatus qui fractum calicem pristinae incolumitati restituit”, Gregorio Magno, Dialoghi, I, VII, 3

[2] Cfr. LG 23

[3] Cfr. II Cor 7

[4] II Cor 7, 2

[5] Dante Alighieri, Divina Commedia, Paradiso, Canto XI, 106

Concerto di inaugurazione del nuovo organo della Cattedrale

Inaugurazione Organo della Cattedrale di Arezzo
6 agosto 2022, ore 17.30
Programma

Johann Sebastian Bach Preludio e Fuga BWV 552
(1685-1750)
Ermanno Wolf Ferrari Preghiera (da “I gioielli della Madonna”)
(1876-1948)
Franz Liszt San Francesco d’Assisi: la predica agli uccelli
(1811-1886)
Marco Enrico Bossi Intermezzo lirico
(1861-1925)
Franz Schmidt Preludio e Fuga “Hallelujah!”
(1889-1939)

Biografia
Riconosciuto internazionalmente per il suggestivo, coinvolgente e vivace  linguaggio musicale, l’organista Eugenio Maria Fagiani si esibisce regolarmente sui più importanti strumenti in Europa, Russia, Medio Oriente, Asia ed America quali la Cattedrale di Notre Dame di Parigi (F), il Duomo di Berlino (D), la Cattedrale di St. Patrick di New York (US), la Sala Grande del Conservatorio “Tchaikovsky” a Mosca (RU), la Royal Albert Hall di Londra (UK), la Basilica di Santa Maria del Fiore a Firenze (I), la Hofkirche St. Leodegar di Lucerna (CH), la St. James Anglican Cathedral di Toronto (CDN), la Skt. Florian Stiftbasilika (A), la Basilica dell’Annunciazione di Nazareth (IL), Il National Center for the Arts Weiwuying di Kaohsiung (TWN). Accanto alla sua attività come solista (sia a solo che con orchestra) affianca una lunga collaborazione con l’Orchestra Sinfonica La Verdi di Milano dal 2010 e con la Filarmonica Arturo Toscanini (dal 2020) ed è stato diretto da eminenti direttori quali Jeffrey Tate, Riccardo Chailly, Xian Zhang, Claus-Peter Flor, Chien Wen-pin, Patrick Fournillier, Stanislav Kochanovsky, John Axelrod, Missak Baghboudarian, Jader Bignamini, Giuseppe Grazioli e Alpesh Chauhan. Notevole improvvisatore, è anche un importante compositore. I suoi lavori sono già parte del repertorio di alcuni dei più prestigiosi artisti del nostro tempo quali David Briggs e Stephen Tharp. Dal 2008 è l’organista del santuario francescano de La Verna, Arezzo (IT). Eugenio è il Direttore Artistico del Festival Internazionale di Musica d’Organo de La Verna, così come dal 2016 è Artistic Advisor del Terra Sancta Organ Festival, che si svolge in sette nazioni del Medio Oriente, organizzato dalla Custodia di Terra Santa. Viene regolarmente invitato a tenere masterclass (sia per l’Interpretazione che per l’Improvvisazione) e conferenze per diverse istituzioni musicali di rilevanza mondiale sia in Europa che in Nord America come la Cambridge University Organ Scolar’s Forum (UK) e la RCCO di Toronto (CDN), come pure ad essere membro di giuria in alcuni tra i maggiori concorsi organistici internazionali.
Incide con VDE-Gallo, Spektral Records, Fugatto, Da Vinci Classics, Decca e Warner, e queste produzioni hanno ottenuto lusinghieri riconoscimenti dalle maggiori riviste specializzate concerto di inaugurazione dell’organo internazionali.

Festa di San Donato 2022

Sabato 6 agosto 2022

CHIESA CATTEDRALE

ore 17.30         Inaugurazione del nuovo Organo e concerto del M° Eugenio Maria Fagiani in onore del Santo Patrono

ore 19.00         Primi Vespri Pontificali presieduti dall’Arcivescovo

ore 21.15         Offerta dei ceri votivi dei Comuni della Diocesi

ore 23.30         Ufficio delle Letture

Domenica 7 agosto 2022

CHIESA CATTEDRALE

ore 07.00         Lodi mattutine e Santa Messa presieduta dal Can. Mons. Giovacchino Dallara, Canonico della Cattedrale

ore 08.00         Santa Messa, presieduta dal Can. Silvano Brilli, Canonico della Cattedrale

ore 10.30         Santa Messa Capitolare, presieduta dal Can. Mons. Fabrizio Vantini, Vicario Generale

ore 12.00         Santa Messa, presieduta dal Can. Mons. Enrico Gilardoni, Proposto della Cattedrale

 

FORTEZZA DI AREZZO – S. DONATO IN CREMONA

ore 09.00         Ora Terza, presieduta dal Can. Andrzej Zalewski, Rettore del Seminario Vescovile

PIEVE DI S. MARIA D’AREZZO

ore 11.00         Santa Messa, presieduta dall’Arcivescovo

CHIESA CATTEDRALE

ore 18.00         Santa Messa stazionale, presieduta dall’Arcivescovo